La meditazione è opera del diavolo?

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Per alcuni, l’idea della meditazione ha connotazioni negative, specialmente quelle inclini alla fede religiosa. Come la pratica dello yoga, la meditazione è vista come una pratica alternativa “pagana” che non è congruente con una vita devota a Dio.

La pratica della consapevolezza (mindfulness), comunque, ha connotazioni scientifiche e rievoca l’idea di una pratica innocua quotidiana simile all’esercizio o al mangiare sano. Quindi, qual è la differenza tra meditazione e consapevolezza? Sono intercambiabili?

Prima di tutto, analizziamo la mindfulness e la meditazione separatamente. Che cos’è la mindfulness? “La definizione più facile di mindfulness è semplicemente avere la tua mente nel momento presente,”

“essere consapevole dei tuoi cinque sensi e di ciò che sta succedendo intorno a te proprio qui e ora ed essere anche consapevoli dei pensieri che si formano nella tua mente, cosa che è ancora più importante.”

Un’altra via per capire la mindfulness è di guardare il suo opposto, che è la distrazione. Essere completamente distratti è pensare a cose che non stanno succedendo in questo momento. Essere preoccupati di cose che avverranno in futuro; essere depressi per cose che sono successe nel passato; o rielaborare eventi stressanti del passato. La mindfulness è l’opposto di questo.

La mindfulness è una qualità e uno stato mentale. Apporta concentrazione e calma nella tua vita e nella tua mente. Essere concentrati e calmi genera altre qualità come la creatività e l’empatia, che a loro volta apportano altre qualità come la compassione e la sincerità. La consapevolezza chiaramente non può essere cattiva.

Di fatto, la mindfulness è un’ottima qualità della mente da avere. E può essere nutrita con una pratica regolare, come un muscolo mentale. Potenziamo i muscoli nel nostro corpo per avere un corpo sano. Se pratichi la mindfulness regolarmente avrai una mente sana. Questo ti donerà maggior controllo sulle tue emozioni e una regolazione sui pensieri che compaiono. Questo a sua volta modificherà il tuo comportamento.

Vediamo la meditazione e come si mette in relazione. Se la mindfulness è una qualità, come possiamo sviluppare questo “muscolo” della mente?

Il miglior modo per farlo è attraverso la pratica conosciuta come meditazione. La meditazione è semplicemente lo star seduti in silenzio e concentrarsi sul momento presente. Quando la mente si distrae, riconosciamo la distrazione e riportiamo la mente al momento presente. Questa ripetizione è l’esercizio che rafforza il “muscolo” mentale. Questa non è sicuramente opera del diavolo.

Quando le persone parlano di meditazione come un aprirci al male, spesso danno la motivazione che “se svuoti la tua mente, allora fai spazio al diavolo per entrare”.

Questo è privo di senso. La meditazione non è svuotare la mente. Provaci – puoi farlo – nessuno può svuotare completamente la propria mente. Ci sono sempre pensieri che si formano nella mente a un livello conscio e ancora di più a un livello inconscio.

Quindi la meditazione è concentrare la mente in un oggetto nel momento presente. Potrebbe essere qualsiasi oggetto nel momento presente: il tuo respiro, una candela, i tuoi passi o lavare i piatti.

Quando la scomponi in quella semplice definizione, è molto chiaro che la consapevolezza è una qualità da far insorgere. Per migliaia di anni la gente ha sviluppato questa pratica che è il modo più potente per accrescere la consapevolezza.

Un altro motivo per cui la gente pensa che la meditazione sia opera del diavolo è che la meditazione fa in modo di farci sentire che non abbiamo bisogno di Dio. Si dice che l’originale angelo caduto Lucifero fu espulso dal paradiso perché non gli serviva più Dio.

La meditazione profonda crea una sensazione di connessione e non di separazione. Quindi le persone che sono in grado di ridurre lo stress e l’ansia diventano più compassionevoli e gentili – non meno. Questo è certamente un segno che la meditazione è una cosa buona per noi e non cattiva, in nessun modo.

“Se incontri persone nella società che si preoccupano quando sentono che pratichi la meditazione, che stai cedendo al diavolo o che ti stai aprendo agli spiriti, parla della differenza tra mindfulness e meditazione per aiutarti a spiegare cos’è quello che fai e perché non c’è niente di cui aver paura.”

Chandra Namaskar Saluto alla Luna

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Chandra Namaskar Saluto alla luna di Raul Pilotti

Ricordo sempre con piacere e stupore l’episodio della settimana bianca con i miei
compagni dell’Istituto Superiore di Educazione Fisica. Era una splendida notte di Luna
piena di circa ventisette anni fa e il mio unico desiderio era di recarmi, camminando in
mezzo alla neve, su alla diga e rimanere a meditare e a caricare le mie pietre ai raggi di
quel fantastico globo lunare. I professori, erano preoccupati per me, mi fecero seguire in macchina ed alla fine mi raggiunsero alla diga.

Ancora oggi ho la speranza che qualcuno di loro si possa essere reso conto che forse sarebbe stato molto meglio preoccuparsi di tutti gli altri miei compagni che andarono in discoteca, si ubriacarono fino a vomitare e a denudarsi sui tavoli del locale, ma sfortunatamente tutto ciò era ritenuto normale persino dai nostri educatori.

Troppo sensibile mi definirono, come se il fatto di essere sensibili sia
una cosa da contenere o da non avere in eccesso, ma questo è un altro discorso.
Chandra Namaskar, il saluto alla Luna ci aiuta a entrare in contatto con la nostra
sensibilità, intuito, con la parte femminile che è in noi e cercare di bilanciarla ed
equilibrarla.

Non esiste una struttura di saluto alla Luna ben definita, così come accade per
il saluto al Sole. Ci sono molteplici e svariati saluti alla Luna anche molto diversi fra di loro.

A me piace pensare che il saluto alla Luna, essendo “femmina”, è molto più variopinto,
colorito, stravagante, mutevole così come sono le donne e la Luna stessa che ha varie
forme e diversa lucentezza e colore a seconda delle sue fasi e della sua vicinanza alla
Terra.

Noi uomini siamo più definibili, inquadrabili, strutturabili, contestualizzabili ed ecco
perché credo che Chandra Namaskar possa da questo punto di vista essere più indicato per “l’uomo che non deve chiedere mai” per sviluppare una maggiore flessibilità, fisica e mentale. Vale lo stesso per la donna in carriera, che, per farsi largo nella giungla moderna, ha dovuto sviluppare più la sua parte maschile tralasciando quella femminile o lunare.

Detto ciò, naturalmente il saluto alla Luna è un ottimo esercizio per chiunque: uomo,
donna, bambino, giovane, anziano. Chandra Namaskar è composto da una serie di esercizi fluidi ed armonici, associati a una corretta respirazione che, come per il saluto al sole, si consigliano di imparare singolarmente per poi coordinarli al respiro.

Personalmente prediligo due tipi di esercizio:
– quello composto da dodici posizioni che, essendo più robusto e completo, associo alla
Luna piena; PURNIMA NAMASKAR.
– quello composto da undici posizioni che, essendo più morbido e ondulato, associo alle
fasi di mezza Luna o di luna crescente e calante; HARDHA CHANDRA NAMASKAR.

Potete praticarlo singolarmente, prima o dopo il saluto al sole, prima di ogni sessione
come esercizio di riscaldamento o come conclusione di una sessione di asana. Non
dimenticate però che ogni asana nello yoga ha un significato ben preciso ed anche il
saluto alla Luna ha radici antiche e profonde.

Produce effetti sia dal punto di vista fisico, migliorando la postura, sia dal punto di vista vibrazionale, contribuendo a calmare la mente e a ripulire i canali energetici, in India conosciuti come “nadi” (nello specifico le nadi più fresche o “lunari”). Ecco spiegato il fatto del perché lo Yoga faccia bene a tutti i livelli, corpo, mente e spirito ed il perché anche i medici cominciano ad accorgersene e a consigliarlo. Comunque la pensiate e per qualsiasi motivo lo pratichiate state lavorando a livello profondo e il grado di penetrazione dell’ esercizio dipenderà dall’intensità della vostra concentrazione.

La Luna smuove le acque e noi siamo costituiti per più del 70% da acqua, così come il pianeta su cui abitiamo. Ci sarà una relazione? Scopritelo da soli praticando quotidianamente.

Non esiste una struttura di saluto alla Luna ben definita, così come accade per
il saluto al Sole. Ci sono molteplici e svariati saluti alla Luna anche molto diversi fra di loro.

Raul Pilotti  Hamsacharya Yoga Alliance®  International/Italia ERYT-1500 Fondatore e Proprietario della Scuola di Formazione Insegnanti www.centroyoga108.it

Raul Pilotti frequenta l’Istituto Superiore di Educazione Fisica dal 1990 al 1993, nel mentre intraprende i primi viaggi in Mexico dove trascorrerà 6 mesi all’anno, dal 1993 al 1998, interessandosi all’astrologia Maya e seguendo un percorso sciamanico con gli indios Huicholes.  Nel 2000 si reca per la prima volta in India dove comincia a studiare yoga e meditazione. Nel 2005 incontra il suo Maestro Yogiraj SatGurunath Siddhanath che, nel 2007, lo insigna del titolo di Hamsacharya, insegnante di Kriya Yoga di Mahavatar Babaji, lo stesso menzionato nel libro di Yogananda “Autobiografia di uno Yogi”. Segue ed aiuta SatGurunath in numerosi seminari in Italia, India, Germania, Inghilterra, Olanda e Stati Uniti. Nel 2009 si diploma insegnante di Hatha Yoga presso la Sivananda Vedanta Academy e diventa Reiki Master. Nel 2010 viene insignito del titolo di Hamsa Kriyacharya.

È qualificato il tuo insegnante di yoga?

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Essendo un’organizzazione internazionale che rappresenta insegnanti e scuole di yoga, Yoga Alliance® – International Italia ritiene sia fondamentale informare i consumatori e la comunità di yogin su ciò che avviene nel panorama dello yoga.

In Italia e nel resto del mondo, tra le professioni non regolamentate rientra l’insegnamento dello yoga, questo significa che chiunque può titolarsi “insegnante di yoga”. Ma quello che in molti non sanno è che non esiste alcuna differenza di titolo fra un insegnante che si è formato presso una scuola che prevede anni di pratica e di studio, e quello dell’aspirante insegnante che senza alcuna pratica decide di iscriversi a un teacher training che consente di diventare insegnanti in tempi brevissimi, ad esempio qualche week end.

Inoltre, non esistendo oggi in nessun paese al mondo organizzazioni Yoga Governative o  Paragovernative è importante tenere presente che non sono mai stati stabiliti, da leggi nazionali di nessun paese al mondo e/o da accordi internazionali, dei veri e propri Standard Professionali per corsi di formazione e di insegnamento in materia di discipline Yoga.

In mancanza di una normativa globale di riferimento, tra il 1999 e 2013 sono state create le organizzazioni Yoga Alliance tra cui le prominenti: Yoga Alliance (International Australia), Yoga Alliance (International/Italia), Yoga Alliance Professionals UK, la Canadian Yoga Alliance e  Yoga Alliance (USA) senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti.

Le Yoga Alliance sono da sempre impegnate nella definizione di standard minimi volontari (cioè non richiesti dalla legge), per la formazione degli insegnanti di yoga. Accettano e raccolgono tutte le scuole e insegnanti di yoga a livello mondiale  (circa 100,000 tra le Alliance sopra elencate) che rispettano i criteri di integrità e preparazione.  Inoltre, hanno creato due livelli di iscrizioni ai quali gli insegnanti yoga possono accedere.

I Registri pubblici di ciascuna Yoga Alliance sono utili ai  consumatori  per verificare le credenziali degli insegnanti a cui si affidano per corsi di formazione o classi yoga:

RYT (Registered Yoga Teacher)

ERYT (Experienced Registered Yoga Teacher)

Per iscriversi ai Registri Yoga Alliance con il titolo RYT non è richiesta esperienza di insegnamento, per il titolo ERYT, oltre alla qualifica, per ogni livello e’ richiesto un certo numero di ore e anni di insegnamento di classi yoga. L’insegnante ERYT e’ abilitato alla conduzione di corsi di formazione insegnanti yoga.

È importante però che gli utenti siano a conoscenza che non tutte le Yoga Alliance sono “uguali” in quanto la qualita’ degli standard professionali e i livelli di iscrizione tra queste organizzazioni varia  considerevolmente.

Una delle prime Yoga Alliance con sede negli USA, per esempio, correntemente richiede semplicemente agli insegnanti di avere due anni di esperienza di insegnamento  prima di istruire altre persone su come diventare insegnanti (queste informazioni possono essere verificate sul sito della Yoga Alliance USA). Questa politica ha permesso alla Yoga Alliance USA negli ultimi vent’anni di approvare oltre 5000 programmi di corsi di formazione per insegnanti.

In Europa e Oceania, le innovative Yoga Alliance – International Italia e Yoga Alliance International Australia (quest’ultima l’unica organizzazione yoga al mondo  ad essere riconosciuta da un’agenzia governativa:https://www.yogaalliance.com.au/yoga-alliance-news-and-events.html) due associazioni molto piu’ giovani e dinamiche della Yoga Alliance USA si distinguono nel panorama yoga mondiale per aver implementato  a Gennaio 2017 in Australia, e il 1° Settembre 2017 in Italia in collaborazione con il C.S.E.N (il piu’ grosso ente Italiano di promozione sportiva  riconosciuto dal C.O.N.I)  gli standard per teacher training oggi considerati i piu’ elevati al mondo: RYS 250 PLUS (Registered Yoga School) che permette alle scuole iscritte ai loro registri di fornire corsi formazione minimo 250 ore e oltre condotti da Docenti ERYT con minimo 4 anni (dipende dal livello e esperienza dell’insegnante) di consolidata e dimostrabile esperienza di insegnamento per teacher training di 250 PLUS ore, e 8 anni e oltre per teacher training 500 ore, 500 PLUS ore.

Inoltre, queste due organizzazioni sono le uniche al mondo ad avere apportato fondamentali innovazioni nel panorama dello yoga mondiale adottate da altre organizzazioni, ma la piu’ importante innovazione e’ la credenziale RYT 250 PLUS (Registered Yoga Teacher) che ha raggiunto dal 2017 grande popolarita’ in Italia, mirata principalmente ad elevare la figura dell’insegnante yoga oltre a distinguere da milioni di colleghi che hanno conseguito le 200 ore.

La trasparenza dell’insegnante è disperatamente necessaria nello yoga

Il primo consiglio, a prescindere dalla tradizione o dallo stile di yoga che si sceglie di praticare, è quello di informarsi e chiedere se l’insegnante ha seguito almeno un serio percorso di formazione.

Scegliere il giusto insegnante di yoga è essenziale per sfruttare al massimo i vantaggi e minimizzare il rischio dei danni. Quando ci si iscrive a una lezione di yoga o a un corso di formazione insegnanti, si mette a rischio la propria salute e il proprio corpo. Solo perché il tuo insegnante è bravo a fare yoga, ciò non significa che sia qualificato per la formazione o per l’insegnamento a delle classi, in quanto esiste la possibilità che può aver completato un intero corso di formazione, ma impartito da un insegnante inesperto. Ma attenzione, ciò non significa che il tuo insegnante fosse a conoscenza dell’inesperienza del formatore in quanto la professione dell’insegnante yoga non e’ regolamentata.

Quando si cerca di capire se un insegnante è qualificato, ci sono alcune aree fondamentali su cui focalizzarsi:

  • Chi è stato il formatore del tuo insegnante?
  • Che tipo di corso di formazione è stato completato?
  • Presso quale scuola è stata conseguita la qualifica?
  • Rispetto alle lezioni che stai frequentando e/o corsi di formazione, quanta esperienza di insegnamento ha il tuo insegnante?
  • È il tuo insegnante affiliato presso un’organizzazione yoga Nazionale o Internazionale dove puoi verificare le credenziali professionali ed essere certo che e’ comunque in possesso di qualifica verificata dall’organizzazione affiliante?

Ci sono delle regole per diventare un insegnante di yoga al momento?

Alcune forme di yoga richiedono che un insegnante si trasferisca in un ashram e studi sotto il proprio Guru per anni, ma alcune persone fanno solo qualche lezione e si definiscono insegnanti.L’utente finale, dunque, non ha nessun elemento oggettivo per valutare la preparazione di un insegnante.

Attualmente l’insegnamento dello yoga nel mondo è ampiamente auto-regolamentato dalle Yoga Alliance. È importante però precisare che l’affiliazione a queste organizzazioni è puramente volontaria e non richiesta dalla legge. Infatti, per qualsiasi organizzazione yoga dichiarare che i propri standard d’insegnamento e affiliazione sono riconosciuti da entità governative è illegale e soprattutto fuorviante per i consumatori, in quanto lo Yoga ad oggi non è una disciplina regolamentata né standardizzata.

Tuttavia, in questo contesto per la maggioranza dei professionisti yoga, l’iscrizione alle Yoga Alliance rappresenta un prerequisito fondamentale in quanto rafforza la visibilità e l’integrità della professione a livello nazionale e internazionale. La certificazione Yoga Alliance è riconosciuta a livello mondiale ed è pertanto garanzia di imparzialità, indipendenza e correttezza anche se non garantisce in alcun modo le abilità professionali di un insegnante.

Per i professionisti dello yoga sia in Italia che all’estero non esiste un Ente Pubblico posto “sotto l’alta vigilanza di agenzie o ministeri governativi competenti” la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei professionisti che svolgono l’attività yoga. Tuttavia, le professioni non regolamentate sono legali. Infatti, nella maggioranza dei paesi è possibile esercitare la professione dell’insegnante yoga tramite leggi specifiche che conferiscono a questa professione e a molte altre una sorta di tacito riconoscimento.

Cosa si deve principalmente ricordare riguardo all’insegnante yoga?

Un insegnante ha alle spalle una pratica e una disciplina costanti, consolidate e dimostrabili. Non solo, la sua formazione dura anni, addirittura una vita intera, perché non si smette mai di imparare e di aggiornarsi e perché alla base c’è la reale passione verso questa disciplina.

Elisa Fattore Traduttrice e Yogin

Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice

Articolo Tradotto per Yoga Alliance da Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice

Yoga: Una Nobile Tradizione

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Articolo della Divina Saddhvi Bhagawati Sarswatiji  Leader Spirituale e Direttore del famoso International Yoga Festival-Rishikesh  in esclusiva per Yoga Alliance International Italia

Le nobili tradizioni dello yoga, della meditazione e del pranayama sono diventate, nel corso degli ultimi trent’anni, un catalizzatore per i cambiamenti positivi della mente, del corpo e dello spirito. Negli Stati Uniti, ad esempio, la pratica dello yoga è aumentata, secondo un’indagine sanitaria nazionale, dal 9.5% della popolazione nel 2012 al 14.3% nel 2017. Il coinvolgimento di bambini poi è raddoppiato, nello stesso periodo di tempo. Le persone hanno iniziato a realizzare che lo yoga non è fatto solo di asana e di meditazione, una consapevolezza che è parte di quest’aumentata partecipazione.

Lo yoga, come insegnato da Patanjali, è un ottuplice sentiero il cui ciascun ramo fluisce l’uno nell’altro, con grazia e naturalezza. Tuttavia, essendo i rami abbastanza flessibili possono essere sperimentati in un ordine fatto da una moltitudine di variazioni. I primi due rami dello yoga sono lo Yamas e il Niyamas o le regole etiche per vivere e interagire all’interno della comunità. Questo, per estensione, può includere il mondo intero. Il terzo ramo fa riferimento alla pratica degli asana per mantenere il corpo flessibile e in salute. Gli asana sono anche fondamentali per preparare la mente alle pratiche di lavoro sottile che verranno in seguito. Il quarto ramo è il Pranayama o il controllo del respiro – l’energia vitale che pervade il corpo. Si dice che il numero di respiri che ci sono consentiti in questa terra è stato scritto al momento della nostra nascita. Lo yoga insegna che la longevità dipende dalla velocità con cui respiriamo. Così come riduciamo la velocità del respiro, possiamo incrementare la lunghezza delle nostre vite. Il pranayama ha effetto sia sul corpo sia sulla mente ed è un mezzo attraverso cui raggiungere livelli maggiori di conoscenza e consapevolezza.

Gli ultimi quattro rami aiutano ad affinare e disciplinare la mente. Sono il Pratyahara o il controllo dei sensi, il Dharana o concentrazione, il Dhyana o meditazione e contemplazione, e il Samadhi o illuminazione. Un Dharana molto potente è la concezione del mondo completamente privo della nostra presenza. Questo ci ricorda che noi non siamo questo corpo e niente di materiale ha una sostanziale importanza. Il Samadhi è lo stato finale d’illuminazione e armonia con la Consapevolezza Suprema.

Lo yoga è prima di tutto un processo spirituale concepito per aiutare il praticante a raggiungere la conoscenza di sé e il Samadhi. Ciò è radicato nel Sanatan Dharma. Milioni di persone intorno al mondo sono coinvolte nella pratica e nella diffusione dello yoga. Sono state sviluppate molte variazioni degli asana, partendo dalle origini dello yoga Ashtanga. Alcuni esempi includono il Vinyasa, lo Iyengar e il Bikram. Ad ogni modo, l’essenza delle pratiche originarie rimane intatta, perché non sono stati inventati nuovi asana.

Lo yoga è anche una scienza che è stata verificata usando metodi scientifici. Per decenni sono stati condotti molti test sugli effetti che lo yoga ha nel corpo e nella mente. Gli studi mostrano come gli asana, il pranayama e la meditazione in combinazione con la medicina allopatica possono essere un trattamento alternativo per molti problemi legati alla salute. Si sta intraprendendo adesso la ricerca per determinare se lo yoga possa curare e prevenire il cancro. Le scoperte iniziali sono incoraggianti e mostrano come lo yoga migliori i sintomi fisiologici e fisici dei malati di cancro, riducendone lo stress e innalzandone la qualità di vita. Lo yoga è stato anche oggetto di studio per determinarne l’efficacia nel trattamento di problematiche come l’autismo, il disturbo da stress post-traumatico, i disordini d’ansia e le malattie mentali. A livello individuale, lo yoga è un’esperienza empirica, perché il praticante può osservare direttamente i cambiamenti nel proprio corpo e mente, come il risultato di una pratica prolungata.

Un intero mondo di possibilità è accessibile grazie allo yoga e nuove opportunità sono in continua scoperta tutti i giorni. Lo yoga può essere considerato come uno dei mezzi più importanti del XXI secolo per la salute e il benessere – fisico, mentale e spirituale. Chiediamo umilmente che tutti gli insegnanti e i praticanti di yoga trattino questa disciplina come il loro gioiello più prezioso e lo proteggano allo stesso modo.

Biografia

Sadhvi Bhagawati Saraswati, Ph.D, è cresciuta in una famiglia americana di Hollywood, California e si è laureata in Psicologia Clinica all’università di Stanford. Stava completando il suo dottorato di ricerca, quando ha lasciato l’America nel 1996 per andare a vivere a Parmarth Niketan in India, a Rishikesh. Ha vissuto lì per 22 anni, impegnata nel servizio e nella pratica spirituale.

Nel 2000, è stata ufficialmente iniziata nell’ordine di Sanyas (di rinuncia monastica) da sua Santità Swami Chidanand Saraswatiji, uno dei più stimati leader spirituali dell’India e presidente di Parmarth Niketan.

Sadhviji ricopre i ruoli di:

·       Segretaria-Generale della Global Interfaith WASH Alliance, un’organizzazione internazionale interreligiosa che si dedica alla pulizia delle acque, alla raccolta dei rifiuti e all’igiene (WASH).

·       Presidente della Divine Shakti Foundation, una fondazione che gestisce scuole gratuite, programmi di formazione professionale e responsabilizzazione.

·       Direttrice del International Yoga Festival – Rishikeash famoso in tutto il mondo a Parmarth, che è stato nelle copertine di prestigiose pubblicazioni, come il Time Magazine, CNN, il New York Times e altre.

Traduzione in Italiano di Elisa Fattore 

Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice

Studente Yoga e Traduttrice

 

 

Yoga Alliance USA segue il nostro esempio

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Yoga Alliance USA segue l’esempio di Yoga Alliance – International Italia e Yoga Alliance – International Australia, ma sarà sufficiente?

Come il basso livello degli Standard stabiliti da Yoga Alliance USA ha influito  negativamente sullo Yoga a livello globale.

Per anni, Yoga Alliance USA ha clamorosamente fallito nel dare la priorita’ alla qualita’ dei propri  Standard. Lo yoga sta pagando un caro prezzo per questo……..

Yoga Alliance USA si è finalmente resa conto del fatto che i loro standard relativi alla formazione degli insegnanti sono miseramente insufficienti.

Si sono arresi alla pressione in aumento dei loro stessi membri, della comunita’  internazionale di yoga e più significativamente  seguendo l’esempio di Yoga Alliance (International Australia), e di Yoga Alliance (International Italia) due organizzazioni con sedi in Australia e in Inghilterra che hanno intrapreso una battaglia fin dall’inizio, per salvaguardare l’insegnamento dello yoga dalla mediocrità e dall’indifferenza. Come leader mondiali del settore nel promuovere l’importanza di elevati standard, Yoga Alliance International Australia e Yoga Alliance International Italia sono entusiasti di vedere questo cambiamento, ma è sufficientemente adeguato?

L’annuncio di Yoga Alliance USA, a Luglio 2019, di avere rinforzato i loro standard, suona come una misura per fermare il divario e ritardare l’inevitabile conclusione che sono stati loro i terribili responsabili della spirale discendente che gli standard dell’insegnamento dello yoga hanno preso.

Attualmente Yoga Alliance USA richiede solamente due anni di esperienza per un insegnante, per poter aprire una scuola di formazione. Così facendo, hanno reso l’accesso delle scuole estremamente facile. Questo ha permesso a Yoga Alliance USA di iscrivere circa 5.000 scuole e un elevato numero di insegnanti (con entrate ricorrenti per più di 5.000.000$). Mentre da un lato si trattava di una grande strategia d’impresa, dall’altro l’impatto che ha lasciato nello yoga, e il suo “Cammino tradizionale” nel complesso, è stato un disastro oltre ogni limite.

Come in tutte le professioni che si rispettino, l’esperienza è una risorsa molto importante che non può essere comprata o affrettata. Formare buoni insegnanti di yoga richiede tempo, saggezza e conoscenza, e tutto ciò può essere ottenuto solo attraverso l’esperienza. Possiamo chiamare questo il “Cammino tradizionale”.

Allontanandosi dal Cammino Tradizionale, lo yoga è diventato sempre più superficiale; la conoscenza e l’esperienza non sono più una parte essenziale di ciò che occorre per diventare un insegnante di yoga. La strada per la scoperta interiore può essere raggiunta solo attraverso il numero di ore di formazione e la guida di qualcuno che ha acquisito sufficiente esperienza e preparazione, per un tempo significativo. Questo è il motivo per cui le nostre organizzazioni Yoga Alliance (Australia, Italia, International e associate) sono state fondate.

Il 1 Settembre 2017, in collaborazione con lo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) Yoga Alliance – International Italia e’ stata la PRIMA organizzazione Alliance al mondo a stabilire elevati standard  per corsi di formazione in Italia, Europa e nel  resto del mondo, preceduta dalla “sorella” Yoga Alliance – International Australia a Gennaio 2017.

In Italia, abbiamo aumentato il minimo standard internazionale da 200 a 250 PLUS ore, ciò significa che chiunque voglia formare insegnanti tramite scuole e centri iscritti ai nostri Registri e al CSEN deve necessariamente offrire un minimo di 250 o piu’ ore (da qui il PLUS) di corsi di formazione.

Inoltre, tra le novita’ fondamentali del nostro nuovo schema Standard per tutti i programmi di formazione ci sono – Lo svolgimento del 90% delle ore di attivita’ didattiche frontali in sala, cioe’ ore di effettiva frequenza alle lezioni di cui l’80% nella  presenza di insegnanti ERYT (Experienced Registered Yoga Teacher. Per esempio, corsi di 250 ore richiedono 225 ore frontali, corsi di 300 ore richiedono 270 ore frontali ecc. – Per accedere ai corsi di formazione e’ necessario minimo un anno di pratica yoga continua attestata.

Così facendo, eravamo consapevoli  che solo una parte delle scuole avrebbero implementato i nuovi minimi standard 250 PLUS e che cio’avrebbe limitato il numero delle iscrizioni di scuole e insegnanti ai nostri registri. Ma non essendo le nostre associazioni motivate dai profitti, siamo riusciti a concentrare le nostre energie e risorse per elevare gli standard a livello globale per corsi formativi yoga e le migliaia di utenti che investono elevate somme per diventare insegnanti di yoga.

Siamo certamente entusiasti di vedere il nostro duro lavoro ripagato. Una tra le organizzazioni più grandi del mondo ha finalmente ammesso che c’è un problema con il modello che hanno implementato nel 2000.

Mentre lì sono a metà strada, non è comunque ora di festeggiare. Yoga Alliance USA invece di suggerire un minimo standard accettabile, prefersice continuare ad offrire 200 ore, di cui 160 ore in sala e 40 ore online. Questo non si avvicina ancora per niente a ciò che abbiamo stabilito come standard di base nel 2017. È degno di nota che la Yoga Alliance USA sta usando sempre di più l’aggettivo “professionale”. Sembra come un debole tentativo di dare un apparente supporto agli insegnamenti professionali di yoga, senza avere però nessuna sostanza.

E noi crediamo che innalzare gli standard sia solo una piccola parte della battaglia. C’è un urgente bisogno di fare una campagna educativa di massa nel mondo, per parlare delle crisi che lo yoga sta attualmente affrontando. Il nostro team di esperti ha lavorato duramente per mettere insieme i pezzi e fare in modo che ciò accada, abbiamo investito risorse umane e finanziarie in nuovi prodotti e servizi, per aiutare gli insegnanti che raggiungono gli standard più alti a distinguersi dalla massa.

Yoga Alliance® – Italia International ringrazia la Dott.ssa Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice per la traduzione dell’articolo sopra

Yoghiadi – Un’invenzione necessaria

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Il progetto Yoghiadi smentisce i detrattori! Suscita l’interesse e cattura l’attenzione di altri Paesi come scrive lo Yoga Journal Australiano

La popolarità dello yoga in Italia, come del resto sembra essere in tante altre parti del mondo, è salita alle stelle. Non mancano studi, palestre o ritiri con paesaggi suggestivi, uniti al cibo e al vino eccezionali del paese che offrano diverse esperienze di yoga.

L’organismo che maggiormente rappresenta lo yoga in Italia è  il C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale) che attualmente è anche  il più grande  Ente di Promozione sportiva riconosciuto dal CONI.

Il C.S.E.N inoltre  ha stipulato un protocollo d’intesa  con la  Yoga Alliance (International/Italia) per la conversione dei  certificati RYT.

Grazie al C.S.E.N.  è stato  garantito alle Associazioni sportive dilettantistiche che divulgavano lo yoga prima della  delibera CONI del 10-05-2017 di poter continuare la loro opera di promozione e diffusione,  per  gli adeguamenti che il CSEN   ha saputo approntare lanciando il progetto delle  “Yoghiadi”.

Yoghiadi – Un’invenzione necessaria

Nonostante lo yoga non sia incluso tra le discipline riconosciute dal CONI è stato però individuato dallo stesso CONI come una attività propedeutica sia per lo sport della  ginnastica che per la pesistica. In poche parole, se le  associazioni  sportive dilettantistiche offrono un tipo di “Ginnastica Yoga, allora potranno anche mantenere la loro iscrizione nel registro del CONI condizione  necessaria  che consente  alle stesse di poter  usufruire dei benefici fiscali connessi fra i quali retribuire i propri Istruttori di ginnastica yoga fino ad € 10.000 l’anno esentasse.

Dal 2017, per tutte le associazioni sportive dilettantistiche che intendono usufruire dei benefici fiscali, e’ diventato obbligatorio  partecipare a manifestazioni sportive non-agonistiche di “Ginnastica Yoga”.Da qui la nascita del Progetto “Yoghiadi”  ideato dal Presidente Nazionale del C.S.E.N. il Prof. Francesco Proietti in collaborazione con il Responsabile nazionale del settore Ginnastica Yoga e Discipline Bionaturali del C.S.E.N il Dott. Nunzio Lopizzo da oltre vent’anni esperto e praticante dello Yoga.

Il Dott. Nunzio Lopizzo, in 12 mesi ha interamente creato e  sviluppato le  modalità di applicazione del progetto Yoghiadi avvalendosi della consulenza di una tra le piu’ rispettate Maestre Yoga Italiane Dott.ssa Paola Caterina Del Monaco.

Alle Yoghiadi  lanciate a Roma a Febbraio 2019 a livello provinciale, regionale e Nazionale, partecipano sia i principianti che gli Intermedi e avanzati e tutte le categorie come gli Junior, i Giovani, gli Adulti e Senior. Al termine di tali manifestazioni, il 13 Ottobre 2019 nella capitale Italiana, saranno nominati e premiati i vincitori Nazionali della categoria di appartenenza.

 Riconoscimenti Internazionali

Il progetto Yoghiadi 2019  grazie agli accordi con Yoga Alliance – Italia/International e Yoga Alliance – International Australia e Yoga Alliance International che inoltre  partecipano come Media Partners per la promozione e divulgazione dello stesso,  e’ accreditato dal Comitato Internazionale di Yoga IYC,  il primo e unico organo direttivo mondiale di Yoga Sportivo. L’IYC è stato registrato sotto la legge indiana, è riconosciuta dal ministero dell’AYUSH del Governo Indiano ed è amministrato dall’INOC ( Comitato Internazionale Non-Olimpico), il più grande ente mondiale per gli sport non olimpici che nel 2016 riconobbe lo yoga come una disciplina e uno sport non olimpico.

Sigle e significati

CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano

C.S.E.N – Centro Sportivo Educativo Nazionale (il più grande Ente di promozione Sportiva non-profit )

AYUSH – Ente governativo in India con lo scopo di sviluppare, educare e far ricerca nel campo delle medicine alternative, includendo l’Ayurveda e lo yoga

IYC – Organismo governativo mondiale per lo yoga sportivo

INOC – La più grande organizzazione mondiale degli  sport non olimpici 

Traduzione articolo Elisa Fattore 2019

Yoga e Sivaismo Tantrico

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Dott. Enrico Casagrande Pedagosita, Maestro Yoga Alliance (Italia/International) ERYT 250 PLUS, Insegnante scolastico

Dott. Enrico Casagrande Pedagosita, Maestro Yoga Alliance ERYT 250 PLUS

Yoga e Sivaismo Tantrico  articolo cortesia  Dott. Enrico Casagrande, Pedagogista e Maestro Yoga  ERYT 250 PLUS

Il contesto

La cornice storica è quella dell’India dell’XI sec. che vede una fase d’armonia tra il buddhismo e l’induismo. Pratiche esoteriche dagli aspetti quasi orrorifici dove spaventose dee che possono manifestare salvifiche potenze a favore del devoto più sincero convivono con sentieri di pace integrale ed ascesi pressoché priva di avvenimenti drammatici. Miti, riti, visioni e pratiche centrate sulla più ferrea logica non paiono causare alcun nocumento le une alle altre. È all’interno di tale orizzonte di senso che trova il terreno più fertile la nascita di una nuova scienza dell’estasi, il Tantra.

Tantra come sistema  

La parola indica il tessuto sul quale si distende l’articolato sistema che porta il praticante a conoscere quelle che dovrebbero essere le inconsce energie in grado di condurlo alla piena realizzazione del proprio potenziale. Egli andrà realizzando in sostanza di essere parte della Coscienza cosmica (Parama Purusa) dalla quale tutto promana. Lo Siva induista, evoluzione del dio vedico Rudra, viene introiettato diviene  Isvara attraverso una ritualità assai articolata composta da: visualizzazioni; ripetizioni di mantra specifici per ogni fase evolutiva del devoto come pure assegnati ad ogni parte del suo corpo inteso come microcosmo con una sua fisiologia mistica puntale; asanas ed esercizi di concentrazione sugli yantra, le geometrie che ineriscono al punto centrale dell’individualità umana che trova corrispondenza con Parama Purusa; kundalini, il serpente divino arrotolato al coccige che proprio la sadana o pratica spirituale lo ridesta fino a salire lungo tutto il corpo del praticante portandolo alla realizzazione del Sé ovvero alla consapevolezza della propria divina natura e dell’illusorietà di maya, la rappresentazione.

Se il fertile terreno culturale che permette la nascita del Tantra è quello testé descritto è comprensibile come una commistione di saperi provenienti da pratiche psico – fisico – spirituali abbiano avuto modo di essere gradualmente integrate e sistematizzate. Evidente in questo senso la presenza della dolce devozione (la bhakti) di origine visnuita ed il rigido ascetismo che consuma l’individuo (tapas) presente sin dalla più antica letteratura vedica possono poter consistere. Il Tantra qui descritto è quello proprio della cultura dell’India induista ma tale eresia trovò modo di diffondersi con forme adattate al contesto pure nell’ambito del buddhismo sebbene non abbia potuto attecchire come avvenuto nel panorama indiano induista.

Quello della ritualistica è un tema documentato da una ricca letteratura, il mito asserisce che i testi svelati dallo stesso Siva siano circa una novantina. La loro trasmissione fu originariamente orale, solo in seguito vennero sistematizzati in opere scritte: questo rende complessa e contraddittoria una precisa datazione. Tra le opere principali va fatta menzione a Tantraloka scritto da Abhinavagupta, presso l’attuale Kashmir tra il X e l’XI secolo, nel quale la vita dell’Universo viene compresa dal mistico attraverso l’esperienza diretta della mancata scissione del corpo individuale dalla creazione che lo circonda.

Siva e Parvati

Il tantrismo vede nell’ideale unione tra Siva e la sua sposa Parvati la conciliazione degli opposti e quindi: maschile e femminile, pensiero ed azione, anima e materia. Tutto ciò porta all’armonia universale alla quale anela il praticante. All’atto pratico l’incontro tra Siva e Parvati trova in una fase iniziale della ritualistica una notevole enfasi sull’unione sessuale da intendersi come azione funzionale alla generazione di fluidi vitali da offrire alle divinità. La cerimonia di tipo sessuale ha lasciato nel tempo lo spazio al culto interiorizzato dove l’unione viene sublimata. Va ricordato come la sessualità nell’ethos induista non abbia connotazioni peccaminose. Numerose sono le testimonianze pittoriche e scultoree che fungono da simbolo della possibilità di trascendere la condizione esistenziale essenzialmente dolorosa dell’uomo pure attraverso una ritualità come quella appena descritta che peraltro trova ancora un certo favore presso centri e relativi maestri anche occidentali. Ciononostante, come visto, il Tantra ha via via assunto un carattere sempre più svincolato dalla dimensione della sessualità per arrivare sino ai giorni nostri in forme che possono ricordare adeguatamente le sue origini.

Il tantrismo odierno: la realtà di Ananda Marga 

Complesso sarebbe raccogliere nella brevità del presente scritto le numerose articolazioni, scuole e sette dove oggigiorno si pratica un Tantra fedele alla tradizione. Prendiamo come apprezzabilmente valida la via indicata dal maestro contemporaneo Shrii Shrii Anandamurti (1921 – 1990), al secolo Prabat Ranjan Sarkar. Nel 1955 Anandamurti fonda Ananda Marga (il sentiero della beatitudine) alla quale pone il duplice obiettivo dell’autorealizzazione del praticante e del servizio all’umanità. Il maestro è persuaso dell’idea che solo attraverso una società equa possano fondarsi le basi per una serena ed efficace pratica del Tantra e, di converso, una tale pratica della disciplina in questione possa essere la via maestra per fondare una società imperniata sull’equità. La via spirituale insegnata da Anandamurti si attiene fedelmente alla tradizione tantrica sistematizzando le pratiche descritte nella prima parte del presente scritto e mettendo un forte accento sulla relazione maestro – allievo. Una pedagogia questa che richiede un lungo e preciso praticantato frutto di uno studio costante dell’allievo monitorato dall’attenta competenza del proprio mentore

Yoga Alliance e Csen l’unione fa la forza

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YOGA ALLIANCE e IL CSEN:  L’UNIONE FA LA FORZA
La responsabile del Gruppo Yoga Alliance Ltd racconta  le innovazioni apportate nel panorama yoga mondiale e la proficua collaborazione con il CSEN su “VIVERE LO YOGA: Dicembre 2018

Vivere lo Yoga: Yoga Alliance (Italia/International) e C.S.E.N si sono recentemente presentati insieme al Milano Yoga Festival per spiegare in dettaglio le basi d’intesa tra le due organizzazioni che, negli ultimi anni, ha dato adito ad una serie di iniziative volte a migliorare molteplici aspetti nel circuito dello Yoga internazionale e Nazionale. Fra le prime azioni poste in essere vi è stata la necessità del CSEN di equiparare gli standard formativi del settore Yoga (area DBN) a quelli internazionali. A seguire, l’importante decisione da parte di entrambe le organizzazioni di elevare lo standard formativo minimo a 250 ore. Per
queste ragioni abbiamo deciso di intervistare la responsabile
del Gruppo Yoga Alliance Ltd.

D: Yoga Alliance (International/Australia) è stata la prima a introdurre la certificazione  250 plus. Ci può spiegare le motivazioni che vi hanno spinto a fare
questo passo?

R: Innanzitutto, è importante chiarire, una volta per tutte, che gli standard per i corsi
di formazione insegnanti Yoga furono creati nel 1987 dalla International Yoga Federation sotto la Presidenza onoraria della “Lady of Yoga” la grandissima e unica Indra Devi. Successivamente, furono “adottati” (1999) da Yoga Alliance (USA).Con il passare del tempo, e con la crescita esponenziale della pratica Yoga in tutto il mondo, il minimo standard di 200 ore di formazione ha mostrato i suoi limiti, in particolare proprio negli Stati Uniti dove la qualità della pratica e il minimo di ore richieste necessarie per diventare insegnanti yoga è soggetta a molte critiche.

Essendo Yoga Alliance (International/Australia) l’unica organizzazione Alliance al mondo riconosciuta (nel 2015) dall’Ufficio Governativo Australiano dei servizi di
regolamentazione, secondo il Codice di buona pratica del commercio equo
(Fitness Industry), nel Gennaio 2017, il comitato di rappresentanza Yoga
Alliance (International/Australia), ha deciso di introdurre la certificazione
250 PLUS e 500 PLUS per elevare la qualità degli insegnanti yoga, una figura,
che al momento, non è riconosciuta legalmente in nessun paese al mondo.

L’introduzione dei nuovi standard è stata immediatamente accolta positivamente
dalla comunità yoga Australiana e Internazionale perché sopperiva alla
necessità di revisionare gli standard che si erano oramai dimostrati obsoleti.

Grazie al presidente del CSEN Prof. Francesco Proietti e al Dott. Nunzio
Lopizzo, Responsabile nazionale settore olistico CSEN (area certificazioni e
Normative), il 20 maggio 2017 è stato redatto un nuovo documento di riferimento
in Italia per l’introduzione dei nuovi standard 250 PLUS avvenuata il 1 Settembre 2017.

Siamo orgogliosi delle nostre innovazioni e del risultato ottenuto in quanto la revisione e implementazione ha spinto immediatamente Yoga Alliance (USA) a revisionare, a loro volta, i propri standard esattamente nella stessa data (1 Settembre 2017) dell’implementazione in Italia. Per una organizzazione, essere da modello e stimolo per le altre, è un punto di immensa soddisfazione e orgoglio.

D: Nel mondo Yoga c’è molta confusione riguardo le varie associazioni Alliance
nel mondo; potrebbe chiarire le differenze e spiegare il perché ne esitono
così tante?

R: La struttura internazionale delle Yoga Alliance nel mondo è particolarmente estesa e  articolata. La prima Yoga Alliance venne creata nel 1999 negli Stati Uniti per servire esclusivamente il mercato delle iscrizioni di insegnanti dello yoga locali e per l’accreditamento di scuole di formazione negli USA. Tra il 2002 e il 2013, sono state create altre “Yoga Alliance” indipendenti quali Canada, UK/Professionals e il nostro Gruppo che a sua volta comprende Yoga Alliance Australia, Italia, International, Singapore, Nuova Zelanda, Sud Africa e Cina e molto presto Korea e Russia. Tutte le
Yoga Alliance del nostro gruppo, sono ampiamente riconosciute nel mondo dai professionisti dello Yoga, dalle scuole di riferimento, dai datori di
lavoro e dalle compagnie di assicurazione.

È importante sottolineare che, fin dalla sua fondazione, Yoga Alliance (USA) non ha sviluppato la rete di servizi che ci si aspetterebbe dopo la raccolta di milioni di dollari. Era naturale che in un clima d’insoddisfazione generale le altre organizzazioni Yoga Alliance abbiano deciso di colmare i disservizi partendo proprio dalla necessità di elevare gli Standard Professionali dei corsi di formazione tanto a livello locale che Internazionale.

Gli standard proposti da Yoga Alliance (USA), come già detto, andavano cambiati radicalmente e il nostro gruppo di Yoga Alliance se ne è fatto carico.

D: La vostra certificazione è valida in tutto il mondo e consente d’insegnare in ogni paese. In cosa si differisce rispetto ad altre certificazioni?

R: La nostra certificazione è valida in tutto il mondo in quanto il nostro gruppo di Yoga Alliance durante il corso degli anni ha collaborato con varie istituzioni governative sponsorizzando e supportando eventi Yoga molto prestigisi come, ad esempio, il
World Yoga Summit (2016) a Beijing, il primo Ignite Yoga Summit (2017) a Sydney (Australia) e l’International Yoga Festival in Rishikesh (2018) e la sua edizione successiva che si terrà nel 2019. Queste presenze attive sono utili non solo per consolidare la posizione e acquisire credibilità e rispettabilità a livello mondiale, ma anche per tutti i soci che la nostre organizzazioni rappresentano sia in Italia che all’estero. Infatti, siamo orgogliosissimi di essere gli unici invitati a tali eventi come riconoscimento del lavoro svolto per elevare gli standard professionali dei
corsi di formazione yoga.

D: La Virgin ha recentemente adottato il nostro standard 250 plus. Come siete
arrivati a questo risultato? 

R: Questione di Karma probabilmente…Il nostro Presidente ha vissuto a Londra
per oltre 15 anni, ed è stata la prima insegnante della Virgin Active a condurre
classi Yoga! Siamo onorati di annoverare tra i nostri soci la “Virgin Active Academy School of Yoga” con sede a Milano, la prima e sola Virgin Active al mondo in grado di offrire corsi di formazione per insegnanti. Il loro contributo alla divulgazione
dei nuovi standard 250 PLUS è importantissimo e cogliamo questa occasione
per ringraziare pubblicamente il Dott. Luca Valotta, Presidente e Direttore
Generale di Virgin Active Italia, e il suo team di insegnanti Yoga, per avere introdotto
la formazione Yoga nel loro centro. Speriamo che altri Centri Virgin Active Internazionali seguano il loro esempio.

D: Lo Yogi Yoga College Cinese certifica con il vostro standard 250 PLUS e 1500
ore oltre 500 insegnanti al mese. Non pensate che il numero crescente ’insegnanti possa influire negativamente sulla qualità della pratica? In America sono usciti molti libri che mettono in guardia dai rischi della pratica yoga…

R: I politici Americani e le grandi “corporates” assumono atteggiamenti plateali per attirare, con ogni mezzo a disposizione, l’attenzione mondiale. Essere il “Numero Uno” in tutto e per tutto, è l’obiettivo finale, ad ogni costo.

Yoga Alliance (USA), applica lo stesso criterio e dichiara di avere un portfolio di circa 80,000 soci (anche se gli addetti ai lavori sono a conoscenza di numeri ben diversi) e non perde ’occasione di sminuire il lavoro delle controparti… Con una situazione
di questo genere non c’è da stupirsi se la comunità yoga internazionale sia insoddisfatta. La realtà però è un’altra.

Sebbene sia innegabile che esistano libri americani che mettono in guardia sui rischi che corrono i praticanti Yoga, ce ne sono molti di più che spiegano dettagliatamente i benefici, e questi ultimi sono supportati da prove scientifiche e ricerche nel campo medicale condotte da illustri docenti di medicina e specialmente di psicologia.

Dal nostro punto di vista non è la quantità di ore che un individuo dedica allo studio e alla pratica di qualsiasi professione, ma bensì la qualità dei corsi che segue e l’esperienza dell’educatore.

La nostra scuola Yogi Yoga College Cinese è il più grande provider di corsi di  ormazione in Cina con una struttura così imponente da essere addirittura quotata in borsa (unica realtà nel mondo). Se consideriamo la popolazione complessiva della
Cina (oltre 1.386 miliardi di persone nel 2017), possiamo equiparare 500 insegnanti al mese a circa 50 di una scuola di successo nel mercato Europeo, Indiano o Americano! C’è ancora molto spazio…

Sotto sinistra: Presidente del CSEN Prof. Francesco Proietti e CEO Yoga Alliance durante l’incontro a Roma 16 Ottobre 2018.

A drestra: Prof. Francesco Proietti, delegati Yoga Alliance ,Nunzio Lopizzo, Segretario CSEN Dott. Tommaso D’Aprile

Prof. Francesco Proietti e Presidente Yoga Alliance   

Vivere lo Yoga Copertina Dicembre 2018

https://www.facebook.com/YogaAllianceAustraliaInternational/

https://www.facebook.com/YogaAllianceItaliaInternational/

 

 

 

Yoga Per Grandi Medie e Piccole taglie.

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LO YOGA E’ PER TUTTI articolo di Cinzia Onorati Master Yoga Teacher  

Cinzia Onorati Master Yoga Teacher

Tra gli infiniti significati dello Yoga, attingo ora, alla definizione più conosciuta e maggiormente interpretata: l’Unione. In un’era dove molto è ancora sinonimo di “separazione”, l’Unione fra Corpo e Mente diviene una Via da seguire. Arriveranno presto compagni di viaggio come l’Anima, il Sè, lo Spirito e tutto diverrà poi “Senso nel Senso“.

 

La Filosofia dello Yoga è una Filosofia di Vita, non si smette mai di essere nello Yoga, né quando siamo al supermercato, né durante la Meditazione, tanto meno durante la Pratica Yoga, vivere lo Yoga è “Essere nell’Azione“.

Ma quale è la pratica giusta? Quale stile di Yoga seguire? Quanto tempo occorre per la Meditazione? E le domande potrebbero essere infinite! Se è vero il detto che “quando l’allievo è pronto il Maestro appare” è anche vero che lo Yoga ci chiama fino a quando il nostro Essere Corpo/Spirito/Mente risponde con un timido “… quasi quasi vado a vedere di cosa si tratta…”.

Oggi c’è davvero l’imbarazzo della scelta per la pratica e lo Sperimentare è Esperienza necessaria per intraprendere un Cammino che è poi Percorso, Conoscenza, Scoperta e Trasformazione continua. Sorrido giocosa al ricordo delle numerose esperienze di pratica Yoga, le più variegate, quando tutto era ancora segreto, nascosto e, per certi versi, solo per alcuni eletti. Dopo aver frequentato Puja, Meditazioni, Ritiri spirituali e praticato lo Yoga associato ad altre parole (alcune non pronunciabili ed altre davvero ridicole) Scelgo l’Unione e mi fermo nell’Hatha Yoga, dove la solo pronuncia è già Casa, Respiro, Cammino, Sosta e Ripresa.

L’Āsana è un luogo dove approdare, scoprire e vivere quegli stadi che solo il mantenimento dona. Cosa c’è più bello di sperimentare il prolungato mantenimento di una posizione? Oltrepassare i confini della tecnica, respirare come il Prana insegna e vivere la posizione che è Tempio Sacro come il nostro Corpo. Non c’è Grande, Media o Piccola Taglia per lo Yoga, lo Yoga è davvero per Tutti. Amare il proprio Corpo è fra gli stadi più alti dello Yoga eppure non è ancora il primo gradino per troppi.

Nell’Ora e Qui siamo invitati ad andare oltre i numeri delle taglie, alte prestazioni egoiche e Guru improvvisati. Siamo stimolati al Ricordo della Bellezza che Siamo, all’espressione della Creazione che dovremmo emanare. L’IO SONO scalpita, oltre il tempo ed è giunto il momento di Manifestarlo nella Presenza. La noia non esiste nello Yoga, la noia è un’espressione della “Mente che mente” e vuole illuderci che è di altro che abbiamo bisogno. Sorridiamo al Tempio dell’esperienza e apriamoci a quello che vuole essere una via di Pratica, Disciplina e Azione.

A chi crede sia facile Re-Stare in una posizione per 3/5 respiri o per 3/5 minuti, suggerisco di portare l’attenzione sul concetto del Piacere. Sembra non durare mai tanto il Piacere di un incontro, di una vacanza, di un guardarsi con l’amato/a, amarsi e nutrirsi… Lo Yoga regala ai nostri Sensi una Visione Nuova e nell’Unione il Piacere del mantenimento dell’Āsana è così Forte ed Intenso che il dispiacere arriva quando dobbiamo uscirne. Stare è Ritornare, è Ricordare la perfezione della Creazione che è in Noi. Non è importante se le posizioni siano (apparentemente) difficili o (apparentemente) semplici, tutte le Āsana conducono all’Ascolto.

E’ Tempo di ritrovare il noi il Piacere del saper Stare nel Corpo. Niente più fughe dal nostro Sentire o viaggi fuori dalla Coscienza. La Coscienza va Espansa, Roteata ma Sempre indirizzata a rafforzare la nostra Consapevolezza. Vi auguro la Gioia di Re-Stare sempre più nell’Āsana, è Sempre Nuova e Sorprendentemente Interessante, ci Conduce a Noi. Una profonda inspirazione, un sorriso accennato sul volto, gli occhi chiusi e il Cuore che sussurra: “Sono un’Anima che abita un Corpo meraviglioso”, “Sono un’Anima che abita un Corpo meraviglioso”, “Sono un’Anima che abita un Corpo meraviglioso”.

Cinzia Onorati rilascia certificazioni per insegnanti  yoga presso la propria scuola a Roma  http://www.chandrasurya.net/  riconosciute a livello Internazionale da Yoga Alliance® Italia/International

Cinzia Onorati Maestra Yoga Roma

Cinzia Onorati Maestra Yoga-Roma

I Padri dello Yoga Moderno

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Anche se il suo nome è forse meno noto di alcuni dei suoi famosi studenti, non è un’esagerazione chiamare Sri Tirumalai Krishnamacharya il padre dello “Yoga Moderno”. Il suo  sviluppo e un approccio unico allo Hatha yoga, insieme ad una instancabile promozione e ai suoi accoliti eccezionali, ha portato direttamente alla maggiore divulgazione dello yoga in occidente.

Krishnamacharya (1888-1989) era uno yogi e studioso indiano, che fu iniziato alle pratiche Hatha Yoga  formazione durante i sette anni trascorsi con il suo guru, Ramamohana Brahmacharya, che viveva in una grotta in una remota regione dell’Himalaya. Krishnamacharya trascorse anche molti anni a studiare e insegnare, in sanscrito, i riti e la filosofia vedica.

Il suo stile di yoga è il primo ad aver incorporato il movimento attraverso una serie di pose che sono coordinate con la respirazione, una tecnica che e’ nota come: “Vinyasa Yoga”. La parola vinyasa, come spesso accade nel sanscrito, può avere vari significati.

Dal sanscrito vi “in modo speciale”, nyasa “posizionare”, letteralmente vinyasa significa posizionare in modo speciale. Per estensione si intende: effettuare qualcosa in modo speciale.  Il modo più esplicativo per tradurre questa parola e’ riferisce al collegamento che avviene nella pratica yoga tra il movimento e respiro.Quando avviene applicato il principio del vinyasa infatti ogni movimento del corpo è associato ad un atto respiratorio secondo le indicazioni dell’ìnsegnante.

SUA SANTITÀ SRI SWAMI SIVANANDA SARASWATI

Fondatore della Divine Life Society
Nato 1887. Vive oggi in innumerevoli nomi e forme.

Sivananda Yoga è un approccio classico e olistico all’Hatha Yoga che distende e tonifica tutto il corpo. Questo stile di yoga non è stato modificato. Gli insegnamenti sono sopravvissuti intatti e vengono praticati come originariamente presentati in India da Swami Sivananda nel 1936.

Sivananda Yoga è una pratica internazionale che segue lo stesso formato in tutto il mondo. Sivananda Yoga è un sistema terapeutico completo progettato per aiutare il corpo a mantenere uno stato naturalmente salutare.  È stato sviluppato da Vishnu-Devananda che ha scritto uno dei classici dello yoga contemporaneo, “Il libro illustrato completo dello yoga”, pubblicato per la prima volta nel 1960 e ancora una delle migliori introduzioni allo yoga e pranayama disponibile.

SRI K. PATTABHI JOIS-FOUNDER OF ASHTANGA YOGA 1915 – 2009.
Sri Krishna Pattabhi Jois fu introdotto allo yoga nel 1927 a dodici anni quando partecipò ad una dimostrazione di S. T. Krishnamacharya che aveva imparato lo yoga in Tibet. Iniziò così i 25 anni di studio di Guruji con Krishnamacharya.

Nel 1929, Jois si trasferì a Mysore per studiare il sanscrito. Si sposò a Mysore e con sua moglie Amma ebbe tre figli.

Venti anni dopo fondò l’Ashtanga Yoga Research Institute, centro per lo studio e la pratica dell’Ashtanga Yoga un sistema di yoga La parola Ashtanga può indicare infatti due cose: il sentiero delle 8 braccia descritto in un antico testo, gli Yoga Sutra di Patanjali, oppure uno stile di Hatha Yoga noto anche come ashtanga vinyasa yoga.che è spesso promosso come una moderna forma di indiano classico la pratica specifica dello yoga nota come Ashtanga (sanscrito per “otto -limblitto “) Yoga.

Nel 1958 Jois iniziò a scrivere Yoga Mala. È stato pubblicato in India, ma ha impiegato più di 40 anni prima che fosse pubblicato in occidente.

YOGACHARYA B.K.S. IYENGAR 

Iyengar nacque Bellur Krishnamachar Sundararaja Iyengar nel 1918. Essendo il fondatore di Iyengar Yoga, è considerato uno dei più importanti maestri di yoga del mondo e ha praticato e insegnato yoga per più di 60 anni.

Ha scritto molti libri sulla pratica yogica e sulla filosofia, ed è meglio conosciuto per i suoi libri “Light on Yoga”, “Light on Pranayama” e “Light on the Yoga Sutra of Patanjali”. Ha anche scritto diversi testi di yoga definitivi. Lo yoga Iyengar viene insegnato in tutto il mondo.

Iyengar, è una forma di Hatha Yoga che pone l’accento sul dettaglio, sulla precisione e sull’allineamento nell’esecuzione della postura (asana) e del controllo del respiro (pranayama). Lo sviluppo di forza, mobilità e stabilità si ottiene attraverso le asana.

B.K.S. Iyengar ha sistematizzato oltre 200 posizioni classiche yoga e 14 diversi tipi di Pranayama (con variazioni di molti di essi) che vanno dalla base all’avanzato. Le classi di questo stile sono caratterizzate dall’esecuzione di asana tenute per tanto tempo. Questo aiuta a garantire che gli studenti progrediscono gradualmente passando da semplici pose a più complesse e sviluppando la loro mente, corpo e spirito attraverso un approccio passo-passo.

Iyengar Yoga utilizza spesso dei  sostegni come cinture, blocchi e coperte, come ausilio per eseguire asana (posture). Gli oggetti consentono agli studenti di eseguire correttamente le asana, riducendo al minimo il rischio di lesioni o sforzi e rendendo le posture accessibili a giovani e meno giovani.

L’ Iyengar yoga è conosciuto per i suoi effetti curativi, in particolare per coloro che hanno una salute cagionevole, con vari problemi fisici. Iyengar Yoga è saldamente basato sulle tradizional degli otto “rami” dello yoga di Patanjali Yoga Sutra.

PARAMAHANSA YOGANANDA

Paramahansa Yogananda (5 gennaio 1893 – 7 marzo 1952)  nato Mukunda Lal Ghosh  era uno yogi e guru indiano che introdusse milioni di indiani e occidentali agli insegnamenti della meditazione e del Kriya Yoga attraverso la sua organizzazione Yogoda Satsanga Society of India e Self-Realization Fellowship. Il suo libro, Autobiography of a Yogi rimane un capolavoro spirituale ed è stato incluso nei 100 migliori libri spirituali del XXI secolo.

INDRA DEVI ‘The First  Lady of Yoga”

Eugenie V. Peterson (12 maggio 1899 – 25 aprile 2002), conosciuta come Indra Devi,o Mataji, veniva spesso chiamata “La First Lady of Yoga”. Nel 1937, Krishnamacharya la ammise nella sua scuola – facendola diventare la prima donna (alunno) e la prima donna occidentale in un ashram indiano – e supervisionò personalmente la sua  pratica asana e pranayama. Verso la fine dell’anno le disse che doveva insegnare.

Dagli anni ’30 fino alla sua morte nel 2002, Indra Devi è stata determinante nella diffusione globale della pratica.è stata determinante nella diffusione globale dello yoga, insegnando in Cina, India, Messico, Russia e Stati Uniti.

Si sposò con un diplomatico cecoslovacco, e grazie al marito conobbe il Maraja di Mysore, nella cui reggia il maestro Krishnamacharya aveva aperto una yoga shala.  In quel periodo lei soffriva di un malessere al cuore e quando il marito fu inviato in Cina lei volle restare a Mysore per poter frequentare la yoga shala e guarire.

Nel 1985 si trasferisce in Argentina. Nel 1987 è stata eletta presidente d’onore della International Yoga Federation e Latin American Union of Yoga sotto la presidenza di Swami Maitreyananda a Montevideo, in Uruguay. È morta a Buenos Aires nel 2002 a 102 anni.

   

Yoga Alliance U.S.A Profondamente Ispirata da Yoga Alliance Italia

Status

Il 19 Maggio 2017, il Presidente del C.S.E.N Prof. Francesco Proietti, il comitato direttivo del CSEN e il referente Nazionale area certificazioni e normative del Settore Olistico Nazionale Dottor Nunzio Lopizzo, accettarono la proposta inoltrata da Yoga Alliance Italia/International al C.S.E.N per l’ abolizione  dello standard RYS-200 ore (Registered Yoga School) per i corsi di formazione insegnanti yoga, e il titolo RYT-200 ore (Registered Yoga Teacher), per favorire l’implementazione a livello nazionale dei nuovi standard RYS-250 PLUS e RYT-250 PLUS.

La proposta Yoga Alliance®-Italia/International si rese necessaria per elevare il riconoscimento professionale della nuova generazione di futuri insegnanti yoga e la qualita’ dei programmi di formazione yoga,oltre  a posizionare l’Italia al Primo posto assoluto in Europa e secondo al mondo dopo l’Australia, per la qualita’ degli standard  per i corsi di formazione.

il 1 Settembre 2017, Yoga Alliance®-Italia-International e il Settore Olistico C.S.E.N annunciarono su i rispettivi siti l’entrata in vigore della nuova normativa.

Magicamente……il 1 Settembre 2017, Yoga Alliance (U.S) agguerruito competitore delle controparti Yoga Alliance® (Australia/Italia/Canada/UK), dopo 18 anni dal suo inizio annuncia sul proprio sito: “Standards Review Project” (Progetto Revisione degli Standard)

Certamente, Yoga Alliance® (U.S) si e’ ispirata a Yoga Alliance® (Australia/International) e Yoga Alliance® Italia/International, prime organizzazioni Alliance al mondo a implementare a Gennaio e Settembre 2017 gli standard RYS 250 PLUS per corsi di formazione.

Attenti osservatori della comunita’ yoga internazionale, hanno inoltre notato che Yoga Alliance® (U.S) nel 2015, ha introdotto la “YACEP” (Yoga Alliance Continuing Education Provider), stesso identico concetto e idea della CEAS (Continuing Education Accredited School)  creato da Yoga Alliance® (Australia/International) nel 2013!  Ma allora……..Yoga Alliance (U.S) si ispira o copia le idee delle piu’ innovative organizzazioni Alliance ????

https://www.yogaalliance.org/About_Yoga/Article_Archive/Standards_Review_Project