La meditazione è opera del diavolo?

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Per alcuni, l’idea della meditazione ha connotazioni negative, specialmente quelle inclini alla fede religiosa. Come la pratica dello yoga, la meditazione è vista come una pratica alternativa “pagana” che non è congruente con una vita devota a Dio.

La pratica della consapevolezza (mindfulness), comunque, ha connotazioni scientifiche e rievoca l’idea di una pratica innocua quotidiana simile all’esercizio o al mangiare sano. Quindi, qual è la differenza tra meditazione e consapevolezza? Sono intercambiabili?

Prima di tutto, analizziamo la mindfulness e la meditazione separatamente. Che cos’è la mindfulness? “La definizione più facile di mindfulness è semplicemente avere la tua mente nel momento presente,”

“essere consapevole dei tuoi cinque sensi e di ciò che sta succedendo intorno a te proprio qui e ora ed essere anche consapevoli dei pensieri che si formano nella tua mente, cosa che è ancora più importante.”

Un’altra via per capire la mindfulness è di guardare il suo opposto, che è la distrazione. Essere completamente distratti è pensare a cose che non stanno succedendo in questo momento. Essere preoccupati di cose che avverranno in futuro; essere depressi per cose che sono successe nel passato; o rielaborare eventi stressanti del passato. La mindfulness è l’opposto di questo.

La mindfulness è una qualità e uno stato mentale. Apporta concentrazione e calma nella tua vita e nella tua mente. Essere concentrati e calmi genera altre qualità come la creatività e l’empatia, che a loro volta apportano altre qualità come la compassione e la sincerità. La consapevolezza chiaramente non può essere cattiva.

Di fatto, la mindfulness è un’ottima qualità della mente da avere. E può essere nutrita con una pratica regolare, come un muscolo mentale. Potenziamo i muscoli nel nostro corpo per avere un corpo sano. Se pratichi la mindfulness regolarmente avrai una mente sana. Questo ti donerà maggior controllo sulle tue emozioni e una regolazione sui pensieri che compaiono. Questo a sua volta modificherà il tuo comportamento.

Vediamo la meditazione e come si mette in relazione. Se la mindfulness è una qualità, come possiamo sviluppare questo “muscolo” della mente?

Il miglior modo per farlo è attraverso la pratica conosciuta come meditazione. La meditazione è semplicemente lo star seduti in silenzio e concentrarsi sul momento presente. Quando la mente si distrae, riconosciamo la distrazione e riportiamo la mente al momento presente. Questa ripetizione è l’esercizio che rafforza il “muscolo” mentale. Questa non è sicuramente opera del diavolo.

Quando le persone parlano di meditazione come un aprirci al male, spesso danno la motivazione che “se svuoti la tua mente, allora fai spazio al diavolo per entrare”.

Questo è privo di senso. La meditazione non è svuotare la mente. Provaci – puoi farlo – nessuno può svuotare completamente la propria mente. Ci sono sempre pensieri che si formano nella mente a un livello conscio e ancora di più a un livello inconscio.

Quindi la meditazione è concentrare la mente in un oggetto nel momento presente. Potrebbe essere qualsiasi oggetto nel momento presente: il tuo respiro, una candela, i tuoi passi o lavare i piatti.

Quando la scomponi in quella semplice definizione, è molto chiaro che la consapevolezza è una qualità da far insorgere. Per migliaia di anni la gente ha sviluppato questa pratica che è il modo più potente per accrescere la consapevolezza.

Un altro motivo per cui la gente pensa che la meditazione sia opera del diavolo è che la meditazione fa in modo di farci sentire che non abbiamo bisogno di Dio. Si dice che l’originale angelo caduto Lucifero fu espulso dal paradiso perché non gli serviva più Dio.

La meditazione profonda crea una sensazione di connessione e non di separazione. Quindi le persone che sono in grado di ridurre lo stress e l’ansia diventano più compassionevoli e gentili – non meno. Questo è certamente un segno che la meditazione è una cosa buona per noi e non cattiva, in nessun modo.

“Se incontri persone nella società che si preoccupano quando sentono che pratichi la meditazione, che stai cedendo al diavolo o che ti stai aprendo agli spiriti, parla della differenza tra mindfulness e meditazione per aiutarti a spiegare cos’è quello che fai e perché non c’è niente di cui aver paura.”

Yoga: Una Nobile Tradizione

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Articolo della Divina Saddhvi Bhagawati Sarswatiji  Leader Spirituale e Direttore del famoso International Yoga Festival-Rishikesh  in esclusiva per Yoga Alliance International Italia

Le nobili tradizioni dello yoga, della meditazione e del pranayama sono diventate, nel corso degli ultimi trent’anni, un catalizzatore per i cambiamenti positivi della mente, del corpo e dello spirito. Negli Stati Uniti, ad esempio, la pratica dello yoga è aumentata, secondo un’indagine sanitaria nazionale, dal 9.5% della popolazione nel 2012 al 14.3% nel 2017. Il coinvolgimento di bambini poi è raddoppiato, nello stesso periodo di tempo. Le persone hanno iniziato a realizzare che lo yoga non è fatto solo di asana e di meditazione, una consapevolezza che è parte di quest’aumentata partecipazione.

Lo yoga, come insegnato da Patanjali, è un ottuplice sentiero il cui ciascun ramo fluisce l’uno nell’altro, con grazia e naturalezza. Tuttavia, essendo i rami abbastanza flessibili possono essere sperimentati in un ordine fatto da una moltitudine di variazioni. I primi due rami dello yoga sono lo Yamas e il Niyamas o le regole etiche per vivere e interagire all’interno della comunità. Questo, per estensione, può includere il mondo intero. Il terzo ramo fa riferimento alla pratica degli asana per mantenere il corpo flessibile e in salute. Gli asana sono anche fondamentali per preparare la mente alle pratiche di lavoro sottile che verranno in seguito. Il quarto ramo è il Pranayama o il controllo del respiro – l’energia vitale che pervade il corpo. Si dice che il numero di respiri che ci sono consentiti in questa terra è stato scritto al momento della nostra nascita. Lo yoga insegna che la longevità dipende dalla velocità con cui respiriamo. Così come riduciamo la velocità del respiro, possiamo incrementare la lunghezza delle nostre vite. Il pranayama ha effetto sia sul corpo sia sulla mente ed è un mezzo attraverso cui raggiungere livelli maggiori di conoscenza e consapevolezza.

Gli ultimi quattro rami aiutano ad affinare e disciplinare la mente. Sono il Pratyahara o il controllo dei sensi, il Dharana o concentrazione, il Dhyana o meditazione e contemplazione, e il Samadhi o illuminazione. Un Dharana molto potente è la concezione del mondo completamente privo della nostra presenza. Questo ci ricorda che noi non siamo questo corpo e niente di materiale ha una sostanziale importanza. Il Samadhi è lo stato finale d’illuminazione e armonia con la Consapevolezza Suprema.

Lo yoga è prima di tutto un processo spirituale concepito per aiutare il praticante a raggiungere la conoscenza di sé e il Samadhi. Ciò è radicato nel Sanatan Dharma. Milioni di persone intorno al mondo sono coinvolte nella pratica e nella diffusione dello yoga. Sono state sviluppate molte variazioni degli asana, partendo dalle origini dello yoga Ashtanga. Alcuni esempi includono il Vinyasa, lo Iyengar e il Bikram. Ad ogni modo, l’essenza delle pratiche originarie rimane intatta, perché non sono stati inventati nuovi asana.

Lo yoga è anche una scienza che è stata verificata usando metodi scientifici. Per decenni sono stati condotti molti test sugli effetti che lo yoga ha nel corpo e nella mente. Gli studi mostrano come gli asana, il pranayama e la meditazione in combinazione con la medicina allopatica possono essere un trattamento alternativo per molti problemi legati alla salute. Si sta intraprendendo adesso la ricerca per determinare se lo yoga possa curare e prevenire il cancro. Le scoperte iniziali sono incoraggianti e mostrano come lo yoga migliori i sintomi fisiologici e fisici dei malati di cancro, riducendone lo stress e innalzandone la qualità di vita. Lo yoga è stato anche oggetto di studio per determinarne l’efficacia nel trattamento di problematiche come l’autismo, il disturbo da stress post-traumatico, i disordini d’ansia e le malattie mentali. A livello individuale, lo yoga è un’esperienza empirica, perché il praticante può osservare direttamente i cambiamenti nel proprio corpo e mente, come il risultato di una pratica prolungata.

Un intero mondo di possibilità è accessibile grazie allo yoga e nuove opportunità sono in continua scoperta tutti i giorni. Lo yoga può essere considerato come uno dei mezzi più importanti del XXI secolo per la salute e il benessere – fisico, mentale e spirituale. Chiediamo umilmente che tutti gli insegnanti e i praticanti di yoga trattino questa disciplina come il loro gioiello più prezioso e lo proteggano allo stesso modo.

Biografia

Sadhvi Bhagawati Saraswati, Ph.D, è cresciuta in una famiglia americana di Hollywood, California e si è laureata in Psicologia Clinica all’università di Stanford. Stava completando il suo dottorato di ricerca, quando ha lasciato l’America nel 1996 per andare a vivere a Parmarth Niketan in India, a Rishikesh. Ha vissuto lì per 22 anni, impegnata nel servizio e nella pratica spirituale.

Nel 2000, è stata ufficialmente iniziata nell’ordine di Sanyas (di rinuncia monastica) da sua Santità Swami Chidanand Saraswatiji, uno dei più stimati leader spirituali dell’India e presidente di Parmarth Niketan.

Sadhviji ricopre i ruoli di:

·       Segretaria-Generale della Global Interfaith WASH Alliance, un’organizzazione internazionale interreligiosa che si dedica alla pulizia delle acque, alla raccolta dei rifiuti e all’igiene (WASH).

·       Presidente della Divine Shakti Foundation, una fondazione che gestisce scuole gratuite, programmi di formazione professionale e responsabilizzazione.

·       Direttrice del International Yoga Festival – Rishikeash famoso in tutto il mondo a Parmarth, che è stato nelle copertine di prestigiose pubblicazioni, come il Time Magazine, CNN, il New York Times e altre.

Traduzione in Italiano di Elisa Fattore 

Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice

Studente Yoga e Traduttrice

 

 

Yoga Alliance USA segue il nostro esempio

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Yoga Alliance USA segue l’esempio di Yoga Alliance – International Italia e Yoga Alliance – International Australia, ma sarà sufficiente?

Come il basso livello degli Standard stabiliti da Yoga Alliance USA ha influito  negativamente sullo Yoga a livello globale.

Per anni, Yoga Alliance USA ha clamorosamente fallito nel dare la priorita’ alla qualita’ dei propri  Standard. Lo yoga sta pagando un caro prezzo per questo……..

Yoga Alliance USA si è finalmente resa conto del fatto che i loro standard relativi alla formazione degli insegnanti sono miseramente insufficienti.

Si sono arresi alla pressione in aumento dei loro stessi membri, della comunita’  internazionale di yoga e più significativamente  seguendo l’esempio di Yoga Alliance (International Australia), e di Yoga Alliance (International Italia) due organizzazioni con sedi in Australia e in Inghilterra che hanno intrapreso una battaglia fin dall’inizio, per salvaguardare l’insegnamento dello yoga dalla mediocrità e dall’indifferenza. Come leader mondiali del settore nel promuovere l’importanza di elevati standard, Yoga Alliance International Australia e Yoga Alliance International Italia sono entusiasti di vedere questo cambiamento, ma è sufficientemente adeguato?

L’annuncio di Yoga Alliance USA, a Luglio 2019, di avere rinforzato i loro standard, suona come una misura per fermare il divario e ritardare l’inevitabile conclusione che sono stati loro i terribili responsabili della spirale discendente che gli standard dell’insegnamento dello yoga hanno preso.

Attualmente Yoga Alliance USA richiede solamente due anni di esperienza per un insegnante, per poter aprire una scuola di formazione. Così facendo, hanno reso l’accesso delle scuole estremamente facile. Questo ha permesso a Yoga Alliance USA di iscrivere circa 5.000 scuole e un elevato numero di insegnanti (con entrate ricorrenti per più di 5.000.000$). Mentre da un lato si trattava di una grande strategia d’impresa, dall’altro l’impatto che ha lasciato nello yoga, e il suo “Cammino tradizionale” nel complesso, è stato un disastro oltre ogni limite.

Come in tutte le professioni che si rispettino, l’esperienza è una risorsa molto importante che non può essere comprata o affrettata. Formare buoni insegnanti di yoga richiede tempo, saggezza e conoscenza, e tutto ciò può essere ottenuto solo attraverso l’esperienza. Possiamo chiamare questo il “Cammino tradizionale”.

Allontanandosi dal Cammino Tradizionale, lo yoga è diventato sempre più superficiale; la conoscenza e l’esperienza non sono più una parte essenziale di ciò che occorre per diventare un insegnante di yoga. La strada per la scoperta interiore può essere raggiunta solo attraverso il numero di ore di formazione e la guida di qualcuno che ha acquisito sufficiente esperienza e preparazione, per un tempo significativo. Questo è il motivo per cui le nostre organizzazioni Yoga Alliance (Australia, Italia, International e associate) sono state fondate.

Il 1 Settembre 2017, in collaborazione con lo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) Yoga Alliance – International Italia e’ stata la PRIMA organizzazione Alliance al mondo a stabilire elevati standard  per corsi di formazione in Italia, Europa e nel  resto del mondo, preceduta dalla “sorella” Yoga Alliance – International Australia a Gennaio 2017.

In Italia, abbiamo aumentato il minimo standard internazionale da 200 a 250 PLUS ore, ciò significa che chiunque voglia formare insegnanti tramite scuole e centri iscritti ai nostri Registri e al CSEN deve necessariamente offrire un minimo di 250 o piu’ ore (da qui il PLUS) di corsi di formazione.

Inoltre, tra le novita’ fondamentali del nostro nuovo schema Standard per tutti i programmi di formazione ci sono – Lo svolgimento del 90% delle ore di attivita’ didattiche frontali in sala, cioe’ ore di effettiva frequenza alle lezioni di cui l’80% nella  presenza di insegnanti ERYT (Experienced Registered Yoga Teacher. Per esempio, corsi di 250 ore richiedono 225 ore frontali, corsi di 300 ore richiedono 270 ore frontali ecc. – Per accedere ai corsi di formazione e’ necessario minimo un anno di pratica yoga continua attestata.

Così facendo, eravamo consapevoli  che solo una parte delle scuole avrebbero implementato i nuovi minimi standard 250 PLUS e che cio’avrebbe limitato il numero delle iscrizioni di scuole e insegnanti ai nostri registri. Ma non essendo le nostre associazioni motivate dai profitti, siamo riusciti a concentrare le nostre energie e risorse per elevare gli standard a livello globale per corsi formativi yoga e le migliaia di utenti che investono elevate somme per diventare insegnanti di yoga.

Siamo certamente entusiasti di vedere il nostro duro lavoro ripagato. Una tra le organizzazioni più grandi del mondo ha finalmente ammesso che c’è un problema con il modello che hanno implementato nel 2000.

Mentre lì sono a metà strada, non è comunque ora di festeggiare. Yoga Alliance USA invece di suggerire un minimo standard accettabile, prefersice continuare ad offrire 200 ore, di cui 160 ore in sala e 40 ore online. Questo non si avvicina ancora per niente a ciò che abbiamo stabilito come standard di base nel 2017. È degno di nota che la Yoga Alliance USA sta usando sempre di più l’aggettivo “professionale”. Sembra come un debole tentativo di dare un apparente supporto agli insegnamenti professionali di yoga, senza avere però nessuna sostanza.

E noi crediamo che innalzare gli standard sia solo una piccola parte della battaglia. C’è un urgente bisogno di fare una campagna educativa di massa nel mondo, per parlare delle crisi che lo yoga sta attualmente affrontando. Il nostro team di esperti ha lavorato duramente per mettere insieme i pezzi e fare in modo che ciò accada, abbiamo investito risorse umane e finanziarie in nuovi prodotti e servizi, per aiutare gli insegnanti che raggiungono gli standard più alti a distinguersi dalla massa.

Yoga Alliance® – Italia International ringrazia la Dott.ssa Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice per la traduzione dell’articolo sopra

Yoghiadi – Un’invenzione necessaria

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Il progetto Yoghiadi smentisce i detrattori! Suscita l’interesse e cattura l’attenzione di altri Paesi come scrive lo Yoga Journal Australiano

La popolarità dello yoga in Italia, come del resto sembra essere in tante altre parti del mondo, è salita alle stelle. Non mancano studi, palestre o ritiri con paesaggi suggestivi, uniti al cibo e al vino eccezionali del paese che offrano diverse esperienze di yoga.

L’organismo che maggiormente rappresenta lo yoga in Italia è  il C.S.E.N. (Centro Sportivo Educativo Nazionale) che attualmente è anche  il più grande  Ente di Promozione sportiva riconosciuto dal CONI.

Il C.S.E.N inoltre  ha stipulato un protocollo d’intesa  con la  Yoga Alliance (International/Italia) per la conversione dei  certificati RYT.

Grazie al C.S.E.N.  è stato  garantito alle Associazioni sportive dilettantistiche che divulgavano lo yoga prima della  delibera CONI del 10-05-2017 di poter continuare la loro opera di promozione e diffusione,  per  gli adeguamenti che il CSEN   ha saputo approntare lanciando il progetto delle  “Yoghiadi”.

Yoghiadi – Un’invenzione necessaria

Nonostante lo yoga non sia incluso tra le discipline riconosciute dal CONI è stato però individuato dallo stesso CONI come una attività propedeutica sia per lo sport della  ginnastica che per la pesistica. In poche parole, se le  associazioni  sportive dilettantistiche offrono un tipo di “Ginnastica Yoga, allora potranno anche mantenere la loro iscrizione nel registro del CONI condizione  necessaria  che consente  alle stesse di poter  usufruire dei benefici fiscali connessi fra i quali retribuire i propri Istruttori di ginnastica yoga fino ad € 10.000 l’anno esentasse.

Dal 2017, per tutte le associazioni sportive dilettantistiche che intendono usufruire dei benefici fiscali, e’ diventato obbligatorio  partecipare a manifestazioni sportive non-agonistiche di “Ginnastica Yoga”.Da qui la nascita del Progetto “Yoghiadi”  ideato dal Presidente Nazionale del C.S.E.N. il Prof. Francesco Proietti in collaborazione con il Responsabile nazionale del settore Ginnastica Yoga e Discipline Bionaturali del C.S.E.N il Dott. Nunzio Lopizzo da oltre vent’anni esperto e praticante dello Yoga.

Il Dott. Nunzio Lopizzo, in 12 mesi ha interamente creato e  sviluppato le  modalità di applicazione del progetto Yoghiadi avvalendosi della consulenza di una tra le piu’ rispettate Maestre Yoga Italiane Dott.ssa Paola Caterina Del Monaco.

Alle Yoghiadi  lanciate a Roma a Febbraio 2019 a livello provinciale, regionale e Nazionale, partecipano sia i principianti che gli Intermedi e avanzati e tutte le categorie come gli Junior, i Giovani, gli Adulti e Senior. Al termine di tali manifestazioni, il 13 Ottobre 2019 nella capitale Italiana, saranno nominati e premiati i vincitori Nazionali della categoria di appartenenza.

 Riconoscimenti Internazionali

Il progetto Yoghiadi 2019  grazie agli accordi con Yoga Alliance – Italia/International e Yoga Alliance – International Australia e Yoga Alliance International che inoltre  partecipano come Media Partners per la promozione e divulgazione dello stesso,  e’ accreditato dal Comitato Internazionale di Yoga IYC,  il primo e unico organo direttivo mondiale di Yoga Sportivo. L’IYC è stato registrato sotto la legge indiana, è riconosciuta dal ministero dell’AYUSH del Governo Indiano ed è amministrato dall’INOC ( Comitato Internazionale Non-Olimpico), il più grande ente mondiale per gli sport non olimpici che nel 2016 riconobbe lo yoga come una disciplina e uno sport non olimpico.

Sigle e significati

CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano

C.S.E.N – Centro Sportivo Educativo Nazionale (il più grande Ente di promozione Sportiva non-profit )

AYUSH – Ente governativo in India con lo scopo di sviluppare, educare e far ricerca nel campo delle medicine alternative, includendo l’Ayurveda e lo yoga

IYC – Organismo governativo mondiale per lo yoga sportivo

INOC – La più grande organizzazione mondiale degli  sport non olimpici 

Traduzione articolo Elisa Fattore 2019

Yoga e Sivaismo Tantrico

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Dott. Enrico Casagrande Pedagosita, Maestro Yoga Alliance (Italia/International) ERYT 250 PLUS, Insegnante scolastico

Dott. Enrico Casagrande Pedagosita, Maestro Yoga Alliance ERYT 250 PLUS

Yoga e Sivaismo Tantrico  articolo cortesia  Dott. Enrico Casagrande, Pedagogista e Maestro Yoga  ERYT 250 PLUS

Il contesto

La cornice storica è quella dell’India dell’XI sec. che vede una fase d’armonia tra il buddhismo e l’induismo. Pratiche esoteriche dagli aspetti quasi orrorifici dove spaventose dee che possono manifestare salvifiche potenze a favore del devoto più sincero convivono con sentieri di pace integrale ed ascesi pressoché priva di avvenimenti drammatici. Miti, riti, visioni e pratiche centrate sulla più ferrea logica non paiono causare alcun nocumento le une alle altre. È all’interno di tale orizzonte di senso che trova il terreno più fertile la nascita di una nuova scienza dell’estasi, il Tantra.

Tantra come sistema  

La parola indica il tessuto sul quale si distende l’articolato sistema che porta il praticante a conoscere quelle che dovrebbero essere le inconsce energie in grado di condurlo alla piena realizzazione del proprio potenziale. Egli andrà realizzando in sostanza di essere parte della Coscienza cosmica (Parama Purusa) dalla quale tutto promana. Lo Siva induista, evoluzione del dio vedico Rudra, viene introiettato diviene  Isvara attraverso una ritualità assai articolata composta da: visualizzazioni; ripetizioni di mantra specifici per ogni fase evolutiva del devoto come pure assegnati ad ogni parte del suo corpo inteso come microcosmo con una sua fisiologia mistica puntale; asanas ed esercizi di concentrazione sugli yantra, le geometrie che ineriscono al punto centrale dell’individualità umana che trova corrispondenza con Parama Purusa; kundalini, il serpente divino arrotolato al coccige che proprio la sadana o pratica spirituale lo ridesta fino a salire lungo tutto il corpo del praticante portandolo alla realizzazione del Sé ovvero alla consapevolezza della propria divina natura e dell’illusorietà di maya, la rappresentazione.

Se il fertile terreno culturale che permette la nascita del Tantra è quello testé descritto è comprensibile come una commistione di saperi provenienti da pratiche psico – fisico – spirituali abbiano avuto modo di essere gradualmente integrate e sistematizzate. Evidente in questo senso la presenza della dolce devozione (la bhakti) di origine visnuita ed il rigido ascetismo che consuma l’individuo (tapas) presente sin dalla più antica letteratura vedica possono poter consistere. Il Tantra qui descritto è quello proprio della cultura dell’India induista ma tale eresia trovò modo di diffondersi con forme adattate al contesto pure nell’ambito del buddhismo sebbene non abbia potuto attecchire come avvenuto nel panorama indiano induista.

Quello della ritualistica è un tema documentato da una ricca letteratura, il mito asserisce che i testi svelati dallo stesso Siva siano circa una novantina. La loro trasmissione fu originariamente orale, solo in seguito vennero sistematizzati in opere scritte: questo rende complessa e contraddittoria una precisa datazione. Tra le opere principali va fatta menzione a Tantraloka scritto da Abhinavagupta, presso l’attuale Kashmir tra il X e l’XI secolo, nel quale la vita dell’Universo viene compresa dal mistico attraverso l’esperienza diretta della mancata scissione del corpo individuale dalla creazione che lo circonda.

Siva e Parvati

Il tantrismo vede nell’ideale unione tra Siva e la sua sposa Parvati la conciliazione degli opposti e quindi: maschile e femminile, pensiero ed azione, anima e materia. Tutto ciò porta all’armonia universale alla quale anela il praticante. All’atto pratico l’incontro tra Siva e Parvati trova in una fase iniziale della ritualistica una notevole enfasi sull’unione sessuale da intendersi come azione funzionale alla generazione di fluidi vitali da offrire alle divinità. La cerimonia di tipo sessuale ha lasciato nel tempo lo spazio al culto interiorizzato dove l’unione viene sublimata. Va ricordato come la sessualità nell’ethos induista non abbia connotazioni peccaminose. Numerose sono le testimonianze pittoriche e scultoree che fungono da simbolo della possibilità di trascendere la condizione esistenziale essenzialmente dolorosa dell’uomo pure attraverso una ritualità come quella appena descritta che peraltro trova ancora un certo favore presso centri e relativi maestri anche occidentali. Ciononostante, come visto, il Tantra ha via via assunto un carattere sempre più svincolato dalla dimensione della sessualità per arrivare sino ai giorni nostri in forme che possono ricordare adeguatamente le sue origini.

Il tantrismo odierno: la realtà di Ananda Marga 

Complesso sarebbe raccogliere nella brevità del presente scritto le numerose articolazioni, scuole e sette dove oggigiorno si pratica un Tantra fedele alla tradizione. Prendiamo come apprezzabilmente valida la via indicata dal maestro contemporaneo Shrii Shrii Anandamurti (1921 – 1990), al secolo Prabat Ranjan Sarkar. Nel 1955 Anandamurti fonda Ananda Marga (il sentiero della beatitudine) alla quale pone il duplice obiettivo dell’autorealizzazione del praticante e del servizio all’umanità. Il maestro è persuaso dell’idea che solo attraverso una società equa possano fondarsi le basi per una serena ed efficace pratica del Tantra e, di converso, una tale pratica della disciplina in questione possa essere la via maestra per fondare una società imperniata sull’equità. La via spirituale insegnata da Anandamurti si attiene fedelmente alla tradizione tantrica sistematizzando le pratiche descritte nella prima parte del presente scritto e mettendo un forte accento sulla relazione maestro – allievo. Una pedagogia questa che richiede un lungo e preciso praticantato frutto di uno studio costante dell’allievo monitorato dall’attenta competenza del proprio mentore

Yoga Per Grandi Medie e Piccole taglie.

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LO YOGA E’ PER TUTTI articolo di Cinzia Onorati Master Yoga Teacher  

Cinzia Onorati Master Yoga Teacher

Tra gli infiniti significati dello Yoga, attingo ora, alla definizione più conosciuta e maggiormente interpretata: l’Unione. In un’era dove molto è ancora sinonimo di “separazione”, l’Unione fra Corpo e Mente diviene una Via da seguire. Arriveranno presto compagni di viaggio come l’Anima, il Sè, lo Spirito e tutto diverrà poi “Senso nel Senso“.

 

La Filosofia dello Yoga è una Filosofia di Vita, non si smette mai di essere nello Yoga, né quando siamo al supermercato, né durante la Meditazione, tanto meno durante la Pratica Yoga, vivere lo Yoga è “Essere nell’Azione“.

Ma quale è la pratica giusta? Quale stile di Yoga seguire? Quanto tempo occorre per la Meditazione? E le domande potrebbero essere infinite! Se è vero il detto che “quando l’allievo è pronto il Maestro appare” è anche vero che lo Yoga ci chiama fino a quando il nostro Essere Corpo/Spirito/Mente risponde con un timido “… quasi quasi vado a vedere di cosa si tratta…”.

Oggi c’è davvero l’imbarazzo della scelta per la pratica e lo Sperimentare è Esperienza necessaria per intraprendere un Cammino che è poi Percorso, Conoscenza, Scoperta e Trasformazione continua. Sorrido giocosa al ricordo delle numerose esperienze di pratica Yoga, le più variegate, quando tutto era ancora segreto, nascosto e, per certi versi, solo per alcuni eletti. Dopo aver frequentato Puja, Meditazioni, Ritiri spirituali e praticato lo Yoga associato ad altre parole (alcune non pronunciabili ed altre davvero ridicole) Scelgo l’Unione e mi fermo nell’Hatha Yoga, dove la solo pronuncia è già Casa, Respiro, Cammino, Sosta e Ripresa.

L’Āsana è un luogo dove approdare, scoprire e vivere quegli stadi che solo il mantenimento dona. Cosa c’è più bello di sperimentare il prolungato mantenimento di una posizione? Oltrepassare i confini della tecnica, respirare come il Prana insegna e vivere la posizione che è Tempio Sacro come il nostro Corpo. Non c’è Grande, Media o Piccola Taglia per lo Yoga, lo Yoga è davvero per Tutti. Amare il proprio Corpo è fra gli stadi più alti dello Yoga eppure non è ancora il primo gradino per troppi.

Nell’Ora e Qui siamo invitati ad andare oltre i numeri delle taglie, alte prestazioni egoiche e Guru improvvisati. Siamo stimolati al Ricordo della Bellezza che Siamo, all’espressione della Creazione che dovremmo emanare. L’IO SONO scalpita, oltre il tempo ed è giunto il momento di Manifestarlo nella Presenza. La noia non esiste nello Yoga, la noia è un’espressione della “Mente che mente” e vuole illuderci che è di altro che abbiamo bisogno. Sorridiamo al Tempio dell’esperienza e apriamoci a quello che vuole essere una via di Pratica, Disciplina e Azione.

A chi crede sia facile Re-Stare in una posizione per 3/5 respiri o per 3/5 minuti, suggerisco di portare l’attenzione sul concetto del Piacere. Sembra non durare mai tanto il Piacere di un incontro, di una vacanza, di un guardarsi con l’amato/a, amarsi e nutrirsi… Lo Yoga regala ai nostri Sensi una Visione Nuova e nell’Unione il Piacere del mantenimento dell’Āsana è così Forte ed Intenso che il dispiacere arriva quando dobbiamo uscirne. Stare è Ritornare, è Ricordare la perfezione della Creazione che è in Noi. Non è importante se le posizioni siano (apparentemente) difficili o (apparentemente) semplici, tutte le Āsana conducono all’Ascolto.

E’ Tempo di ritrovare il noi il Piacere del saper Stare nel Corpo. Niente più fughe dal nostro Sentire o viaggi fuori dalla Coscienza. La Coscienza va Espansa, Roteata ma Sempre indirizzata a rafforzare la nostra Consapevolezza. Vi auguro la Gioia di Re-Stare sempre più nell’Āsana, è Sempre Nuova e Sorprendentemente Interessante, ci Conduce a Noi. Una profonda inspirazione, un sorriso accennato sul volto, gli occhi chiusi e il Cuore che sussurra: “Sono un’Anima che abita un Corpo meraviglioso”, “Sono un’Anima che abita un Corpo meraviglioso”, “Sono un’Anima che abita un Corpo meraviglioso”.

Cinzia Onorati rilascia certificazioni per insegnanti  yoga presso la propria scuola a Roma  http://www.chandrasurya.net/  riconosciute a livello Internazionale da Yoga Alliance® Italia/International

Cinzia Onorati Maestra Yoga Roma

Cinzia Onorati Maestra Yoga-Roma

I Padri dello Yoga Moderno

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Anche se il suo nome è forse meno noto di alcuni dei suoi famosi studenti, non è un’esagerazione chiamare Sri Tirumalai Krishnamacharya il padre dello “Yoga Moderno”. Il suo  sviluppo e un approccio unico allo Hatha yoga, insieme ad una instancabile promozione e ai suoi accoliti eccezionali, ha portato direttamente alla maggiore divulgazione dello yoga in occidente.

Krishnamacharya (1888-1989) era uno yogi e studioso indiano, che fu iniziato alle pratiche Hatha Yoga  formazione durante i sette anni trascorsi con il suo guru, Ramamohana Brahmacharya, che viveva in una grotta in una remota regione dell’Himalaya. Krishnamacharya trascorse anche molti anni a studiare e insegnare, in sanscrito, i riti e la filosofia vedica.

Il suo stile di yoga è il primo ad aver incorporato il movimento attraverso una serie di pose che sono coordinate con la respirazione, una tecnica che e’ nota come: “Vinyasa Yoga”. La parola vinyasa, come spesso accade nel sanscrito, può avere vari significati.

Dal sanscrito vi “in modo speciale”, nyasa “posizionare”, letteralmente vinyasa significa posizionare in modo speciale. Per estensione si intende: effettuare qualcosa in modo speciale.  Il modo più esplicativo per tradurre questa parola e’ riferisce al collegamento che avviene nella pratica yoga tra il movimento e respiro.Quando avviene applicato il principio del vinyasa infatti ogni movimento del corpo è associato ad un atto respiratorio secondo le indicazioni dell’ìnsegnante.

SUA SANTITÀ SRI SWAMI SIVANANDA SARASWATI

Fondatore della Divine Life Society
Nato 1887. Vive oggi in innumerevoli nomi e forme.

Sivananda Yoga è un approccio classico e olistico all’Hatha Yoga che distende e tonifica tutto il corpo. Questo stile di yoga non è stato modificato. Gli insegnamenti sono sopravvissuti intatti e vengono praticati come originariamente presentati in India da Swami Sivananda nel 1936.

Sivananda Yoga è una pratica internazionale che segue lo stesso formato in tutto il mondo. Sivananda Yoga è un sistema terapeutico completo progettato per aiutare il corpo a mantenere uno stato naturalmente salutare.  È stato sviluppato da Vishnu-Devananda che ha scritto uno dei classici dello yoga contemporaneo, “Il libro illustrato completo dello yoga”, pubblicato per la prima volta nel 1960 e ancora una delle migliori introduzioni allo yoga e pranayama disponibile.

SRI K. PATTABHI JOIS-FOUNDER OF ASHTANGA YOGA 1915 – 2009.
Sri Krishna Pattabhi Jois fu introdotto allo yoga nel 1927 a dodici anni quando partecipò ad una dimostrazione di S. T. Krishnamacharya che aveva imparato lo yoga in Tibet. Iniziò così i 25 anni di studio di Guruji con Krishnamacharya.

Nel 1929, Jois si trasferì a Mysore per studiare il sanscrito. Si sposò a Mysore e con sua moglie Amma ebbe tre figli.

Venti anni dopo fondò l’Ashtanga Yoga Research Institute, centro per lo studio e la pratica dell’Ashtanga Yoga un sistema di yoga La parola Ashtanga può indicare infatti due cose: il sentiero delle 8 braccia descritto in un antico testo, gli Yoga Sutra di Patanjali, oppure uno stile di Hatha Yoga noto anche come ashtanga vinyasa yoga.che è spesso promosso come una moderna forma di indiano classico la pratica specifica dello yoga nota come Ashtanga (sanscrito per “otto -limblitto “) Yoga.

Nel 1958 Jois iniziò a scrivere Yoga Mala. È stato pubblicato in India, ma ha impiegato più di 40 anni prima che fosse pubblicato in occidente.

YOGACHARYA B.K.S. IYENGAR 

Iyengar nacque Bellur Krishnamachar Sundararaja Iyengar nel 1918. Essendo il fondatore di Iyengar Yoga, è considerato uno dei più importanti maestri di yoga del mondo e ha praticato e insegnato yoga per più di 60 anni.

Ha scritto molti libri sulla pratica yogica e sulla filosofia, ed è meglio conosciuto per i suoi libri “Light on Yoga”, “Light on Pranayama” e “Light on the Yoga Sutra of Patanjali”. Ha anche scritto diversi testi di yoga definitivi. Lo yoga Iyengar viene insegnato in tutto il mondo.

Iyengar, è una forma di Hatha Yoga che pone l’accento sul dettaglio, sulla precisione e sull’allineamento nell’esecuzione della postura (asana) e del controllo del respiro (pranayama). Lo sviluppo di forza, mobilità e stabilità si ottiene attraverso le asana.

B.K.S. Iyengar ha sistematizzato oltre 200 posizioni classiche yoga e 14 diversi tipi di Pranayama (con variazioni di molti di essi) che vanno dalla base all’avanzato. Le classi di questo stile sono caratterizzate dall’esecuzione di asana tenute per tanto tempo. Questo aiuta a garantire che gli studenti progrediscono gradualmente passando da semplici pose a più complesse e sviluppando la loro mente, corpo e spirito attraverso un approccio passo-passo.

Iyengar Yoga utilizza spesso dei  sostegni come cinture, blocchi e coperte, come ausilio per eseguire asana (posture). Gli oggetti consentono agli studenti di eseguire correttamente le asana, riducendo al minimo il rischio di lesioni o sforzi e rendendo le posture accessibili a giovani e meno giovani.

L’ Iyengar yoga è conosciuto per i suoi effetti curativi, in particolare per coloro che hanno una salute cagionevole, con vari problemi fisici. Iyengar Yoga è saldamente basato sulle tradizional degli otto “rami” dello yoga di Patanjali Yoga Sutra.

PARAMAHANSA YOGANANDA

Paramahansa Yogananda (5 gennaio 1893 – 7 marzo 1952)  nato Mukunda Lal Ghosh  era uno yogi e guru indiano che introdusse milioni di indiani e occidentali agli insegnamenti della meditazione e del Kriya Yoga attraverso la sua organizzazione Yogoda Satsanga Society of India e Self-Realization Fellowship. Il suo libro, Autobiography of a Yogi rimane un capolavoro spirituale ed è stato incluso nei 100 migliori libri spirituali del XXI secolo.

INDRA DEVI ‘The First  Lady of Yoga”

Eugenie V. Peterson (12 maggio 1899 – 25 aprile 2002), conosciuta come Indra Devi,o Mataji, veniva spesso chiamata “La First Lady of Yoga”. Nel 1937, Krishnamacharya la ammise nella sua scuola – facendola diventare la prima donna (alunno) e la prima donna occidentale in un ashram indiano – e supervisionò personalmente la sua  pratica asana e pranayama. Verso la fine dell’anno le disse che doveva insegnare.

Dagli anni ’30 fino alla sua morte nel 2002, Indra Devi è stata determinante nella diffusione globale della pratica.è stata determinante nella diffusione globale dello yoga, insegnando in Cina, India, Messico, Russia e Stati Uniti.

Si sposò con un diplomatico cecoslovacco, e grazie al marito conobbe il Maraja di Mysore, nella cui reggia il maestro Krishnamacharya aveva aperto una yoga shala.  In quel periodo lei soffriva di un malessere al cuore e quando il marito fu inviato in Cina lei volle restare a Mysore per poter frequentare la yoga shala e guarire.

Nel 1985 si trasferisce in Argentina. Nel 1987 è stata eletta presidente d’onore della International Yoga Federation e Latin American Union of Yoga sotto la presidenza di Swami Maitreyananda a Montevideo, in Uruguay. È morta a Buenos Aires nel 2002 a 102 anni.