La meditazione è opera del diavolo?

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Per alcuni, l’idea della meditazione ha connotazioni negative, specialmente quelle inclini alla fede religiosa. Come la pratica dello yoga, la meditazione è vista come una pratica alternativa “pagana” che non è congruente con una vita devota a Dio.

La pratica della consapevolezza (mindfulness), comunque, ha connotazioni scientifiche e rievoca l’idea di una pratica innocua quotidiana simile all’esercizio o al mangiare sano. Quindi, qual è la differenza tra meditazione e consapevolezza? Sono intercambiabili?

Prima di tutto, analizziamo la mindfulness e la meditazione separatamente. Che cos’è la mindfulness? “La definizione più facile di mindfulness è semplicemente avere la tua mente nel momento presente,”

“essere consapevole dei tuoi cinque sensi e di ciò che sta succedendo intorno a te proprio qui e ora ed essere anche consapevoli dei pensieri che si formano nella tua mente, cosa che è ancora più importante.”

Un’altra via per capire la mindfulness è di guardare il suo opposto, che è la distrazione. Essere completamente distratti è pensare a cose che non stanno succedendo in questo momento. Essere preoccupati di cose che avverranno in futuro; essere depressi per cose che sono successe nel passato; o rielaborare eventi stressanti del passato. La mindfulness è l’opposto di questo.

La mindfulness è una qualità e uno stato mentale. Apporta concentrazione e calma nella tua vita e nella tua mente. Essere concentrati e calmi genera altre qualità come la creatività e l’empatia, che a loro volta apportano altre qualità come la compassione e la sincerità. La consapevolezza chiaramente non può essere cattiva.

Di fatto, la mindfulness è un’ottima qualità della mente da avere. E può essere nutrita con una pratica regolare, come un muscolo mentale. Potenziamo i muscoli nel nostro corpo per avere un corpo sano. Se pratichi la mindfulness regolarmente avrai una mente sana. Questo ti donerà maggior controllo sulle tue emozioni e una regolazione sui pensieri che compaiono. Questo a sua volta modificherà il tuo comportamento.

Vediamo la meditazione e come si mette in relazione. Se la mindfulness è una qualità, come possiamo sviluppare questo “muscolo” della mente?

Il miglior modo per farlo è attraverso la pratica conosciuta come meditazione. La meditazione è semplicemente lo star seduti in silenzio e concentrarsi sul momento presente. Quando la mente si distrae, riconosciamo la distrazione e riportiamo la mente al momento presente. Questa ripetizione è l’esercizio che rafforza il “muscolo” mentale. Questa non è sicuramente opera del diavolo.

Quando le persone parlano di meditazione come un aprirci al male, spesso danno la motivazione che “se svuoti la tua mente, allora fai spazio al diavolo per entrare”.

Questo è privo di senso. La meditazione non è svuotare la mente. Provaci – puoi farlo – nessuno può svuotare completamente la propria mente. Ci sono sempre pensieri che si formano nella mente a un livello conscio e ancora di più a un livello inconscio.

Quindi la meditazione è concentrare la mente in un oggetto nel momento presente. Potrebbe essere qualsiasi oggetto nel momento presente: il tuo respiro, una candela, i tuoi passi o lavare i piatti.

Quando la scomponi in quella semplice definizione, è molto chiaro che la consapevolezza è una qualità da far insorgere. Per migliaia di anni la gente ha sviluppato questa pratica che è il modo più potente per accrescere la consapevolezza.

Un altro motivo per cui la gente pensa che la meditazione sia opera del diavolo è che la meditazione fa in modo di farci sentire che non abbiamo bisogno di Dio. Si dice che l’originale angelo caduto Lucifero fu espulso dal paradiso perché non gli serviva più Dio.

La meditazione profonda crea una sensazione di connessione e non di separazione. Quindi le persone che sono in grado di ridurre lo stress e l’ansia diventano più compassionevoli e gentili – non meno. Questo è certamente un segno che la meditazione è una cosa buona per noi e non cattiva, in nessun modo.

“Se incontri persone nella società che si preoccupano quando sentono che pratichi la meditazione, che stai cedendo al diavolo o che ti stai aprendo agli spiriti, parla della differenza tra mindfulness e meditazione per aiutarti a spiegare cos’è quello che fai e perché non c’è niente di cui aver paura.”

È qualificato il tuo insegnante di yoga?

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Essendo un’organizzazione internazionale che rappresenta insegnanti e scuole di yoga, Yoga Alliance® – International Italia ritiene sia fondamentale informare i consumatori e la comunità di yogin su ciò che avviene nel panorama dello yoga.

In Italia e nel resto del mondo, tra le professioni non regolamentate rientra l’insegnamento dello yoga, questo significa che chiunque può titolarsi “insegnante di yoga”. Ma quello che in molti non sanno è che non esiste alcuna differenza di titolo fra un insegnante che si è formato presso una scuola che prevede anni di pratica e di studio, e quello dell’aspirante insegnante che senza alcuna pratica decide di iscriversi a un teacher training che consente di diventare insegnanti in tempi brevissimi, ad esempio qualche week end.

Inoltre, non esistendo oggi in nessun paese al mondo organizzazioni Yoga Governative o  Paragovernative è importante tenere presente che non sono mai stati stabiliti, da leggi nazionali di nessun paese al mondo e/o da accordi internazionali, dei veri e propri Standard Professionali per corsi di formazione e di insegnamento in materia di discipline Yoga.

In mancanza di una normativa globale di riferimento, tra il 1999 e 2013 sono state create le organizzazioni Yoga Alliance tra cui le prominenti: Yoga Alliance (International Australia), Yoga Alliance (International/Italia), Yoga Alliance Professionals UK, la Canadian Yoga Alliance e  Yoga Alliance (USA) senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti.

Le Yoga Alliance sono da sempre impegnate nella definizione di standard minimi volontari (cioè non richiesti dalla legge), per la formazione degli insegnanti di yoga. Accettano e raccolgono tutte le scuole e insegnanti di yoga a livello mondiale  (circa 100,000 tra le Alliance sopra elencate) che rispettano i criteri di integrità e preparazione.  Inoltre, hanno creato due livelli di iscrizioni ai quali gli insegnanti yoga possono accedere.

I Registri pubblici di ciascuna Yoga Alliance sono utili ai  consumatori  per verificare le credenziali degli insegnanti a cui si affidano per corsi di formazione o classi yoga:

RYT (Registered Yoga Teacher)

ERYT (Experienced Registered Yoga Teacher)

Per iscriversi ai Registri Yoga Alliance con il titolo RYT non è richiesta esperienza di insegnamento, per il titolo ERYT, oltre alla qualifica, per ogni livello e’ richiesto un certo numero di ore e anni di insegnamento di classi yoga. L’insegnante ERYT e’ abilitato alla conduzione di corsi di formazione insegnanti yoga.

È importante però che gli utenti siano a conoscenza che non tutte le Yoga Alliance sono “uguali” in quanto la qualita’ degli standard professionali e i livelli di iscrizione tra queste organizzazioni varia  considerevolmente.

Una delle prime Yoga Alliance con sede negli USA, per esempio, correntemente richiede semplicemente agli insegnanti di avere due anni di esperienza di insegnamento  prima di istruire altre persone su come diventare insegnanti (queste informazioni possono essere verificate sul sito della Yoga Alliance USA). Questa politica ha permesso alla Yoga Alliance USA negli ultimi vent’anni di approvare oltre 5000 programmi di corsi di formazione per insegnanti.

In Europa e Oceania, le innovative Yoga Alliance – International Italia e Yoga Alliance International Australia (quest’ultima l’unica organizzazione yoga al mondo  ad essere riconosciuta da un’agenzia governativa:https://www.yogaalliance.com.au/yoga-alliance-news-and-events.html) due associazioni molto piu’ giovani e dinamiche della Yoga Alliance USA si distinguono nel panorama yoga mondiale per aver implementato  a Gennaio 2017 in Australia, e il 1° Settembre 2017 in Italia in collaborazione con il C.S.E.N (il piu’ grosso ente Italiano di promozione sportiva  riconosciuto dal C.O.N.I)  gli standard per teacher training oggi considerati i piu’ elevati al mondo: RYS 250 PLUS (Registered Yoga School) che permette alle scuole iscritte ai loro registri di fornire corsi formazione minimo 250 ore e oltre condotti da Docenti ERYT con minimo 4 anni (dipende dal livello e esperienza dell’insegnante) di consolidata e dimostrabile esperienza di insegnamento per teacher training di 250 PLUS ore, e 8 anni e oltre per teacher training 500 ore, 500 PLUS ore.

Inoltre, queste due organizzazioni sono le uniche al mondo ad avere apportato fondamentali innovazioni nel panorama dello yoga mondiale adottate da altre organizzazioni, ma la piu’ importante innovazione e’ la credenziale RYT 250 PLUS (Registered Yoga Teacher) che ha raggiunto dal 2017 grande popolarita’ in Italia, mirata principalmente ad elevare la figura dell’insegnante yoga oltre a distinguere da milioni di colleghi che hanno conseguito le 200 ore.

La trasparenza dell’insegnante è disperatamente necessaria nello yoga

Il primo consiglio, a prescindere dalla tradizione o dallo stile di yoga che si sceglie di praticare, è quello di informarsi e chiedere se l’insegnante ha seguito almeno un serio percorso di formazione.

Scegliere il giusto insegnante di yoga è essenziale per sfruttare al massimo i vantaggi e minimizzare il rischio dei danni. Quando ci si iscrive a una lezione di yoga o a un corso di formazione insegnanti, si mette a rischio la propria salute e il proprio corpo. Solo perché il tuo insegnante è bravo a fare yoga, ciò non significa che sia qualificato per la formazione o per l’insegnamento a delle classi, in quanto esiste la possibilità che può aver completato un intero corso di formazione, ma impartito da un insegnante inesperto. Ma attenzione, ciò non significa che il tuo insegnante fosse a conoscenza dell’inesperienza del formatore in quanto la professione dell’insegnante yoga non e’ regolamentata.

Quando si cerca di capire se un insegnante è qualificato, ci sono alcune aree fondamentali su cui focalizzarsi:

  • Chi è stato il formatore del tuo insegnante?
  • Che tipo di corso di formazione è stato completato?
  • Presso quale scuola è stata conseguita la qualifica?
  • Rispetto alle lezioni che stai frequentando e/o corsi di formazione, quanta esperienza di insegnamento ha il tuo insegnante?
  • È il tuo insegnante affiliato presso un’organizzazione yoga Nazionale o Internazionale dove puoi verificare le credenziali professionali ed essere certo che e’ comunque in possesso di qualifica verificata dall’organizzazione affiliante?

Ci sono delle regole per diventare un insegnante di yoga al momento?

Alcune forme di yoga richiedono che un insegnante si trasferisca in un ashram e studi sotto il proprio Guru per anni, ma alcune persone fanno solo qualche lezione e si definiscono insegnanti.L’utente finale, dunque, non ha nessun elemento oggettivo per valutare la preparazione di un insegnante.

Attualmente l’insegnamento dello yoga nel mondo è ampiamente auto-regolamentato dalle Yoga Alliance. È importante però precisare che l’affiliazione a queste organizzazioni è puramente volontaria e non richiesta dalla legge. Infatti, per qualsiasi organizzazione yoga dichiarare che i propri standard d’insegnamento e affiliazione sono riconosciuti da entità governative è illegale e soprattutto fuorviante per i consumatori, in quanto lo Yoga ad oggi non è una disciplina regolamentata né standardizzata.

Tuttavia, in questo contesto per la maggioranza dei professionisti yoga, l’iscrizione alle Yoga Alliance rappresenta un prerequisito fondamentale in quanto rafforza la visibilità e l’integrità della professione a livello nazionale e internazionale. La certificazione Yoga Alliance è riconosciuta a livello mondiale ed è pertanto garanzia di imparzialità, indipendenza e correttezza anche se non garantisce in alcun modo le abilità professionali di un insegnante.

Per i professionisti dello yoga sia in Italia che all’estero non esiste un Ente Pubblico posto “sotto l’alta vigilanza di agenzie o ministeri governativi competenti” la cui funzione principale consiste nel garantire il cittadino circa la professionalità e la competenza dei professionisti che svolgono l’attività yoga. Tuttavia, le professioni non regolamentate sono legali. Infatti, nella maggioranza dei paesi è possibile esercitare la professione dell’insegnante yoga tramite leggi specifiche che conferiscono a questa professione e a molte altre una sorta di tacito riconoscimento.

Cosa si deve principalmente ricordare riguardo all’insegnante yoga?

Un insegnante ha alle spalle una pratica e una disciplina costanti, consolidate e dimostrabili. Non solo, la sua formazione dura anni, addirittura una vita intera, perché non si smette mai di imparare e di aggiornarsi e perché alla base c’è la reale passione verso questa disciplina.

Elisa Fattore Traduttrice e Yogin

Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice

Articolo Tradotto per Yoga Alliance da Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice

Yoga: Una Nobile Tradizione

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Articolo della Divina Saddhvi Bhagawati Sarswatiji  Leader Spirituale e Direttore del famoso International Yoga Festival-Rishikesh  in esclusiva per Yoga Alliance International Italia

Le nobili tradizioni dello yoga, della meditazione e del pranayama sono diventate, nel corso degli ultimi trent’anni, un catalizzatore per i cambiamenti positivi della mente, del corpo e dello spirito. Negli Stati Uniti, ad esempio, la pratica dello yoga è aumentata, secondo un’indagine sanitaria nazionale, dal 9.5% della popolazione nel 2012 al 14.3% nel 2017. Il coinvolgimento di bambini poi è raddoppiato, nello stesso periodo di tempo. Le persone hanno iniziato a realizzare che lo yoga non è fatto solo di asana e di meditazione, una consapevolezza che è parte di quest’aumentata partecipazione.

Lo yoga, come insegnato da Patanjali, è un ottuplice sentiero il cui ciascun ramo fluisce l’uno nell’altro, con grazia e naturalezza. Tuttavia, essendo i rami abbastanza flessibili possono essere sperimentati in un ordine fatto da una moltitudine di variazioni. I primi due rami dello yoga sono lo Yamas e il Niyamas o le regole etiche per vivere e interagire all’interno della comunità. Questo, per estensione, può includere il mondo intero. Il terzo ramo fa riferimento alla pratica degli asana per mantenere il corpo flessibile e in salute. Gli asana sono anche fondamentali per preparare la mente alle pratiche di lavoro sottile che verranno in seguito. Il quarto ramo è il Pranayama o il controllo del respiro – l’energia vitale che pervade il corpo. Si dice che il numero di respiri che ci sono consentiti in questa terra è stato scritto al momento della nostra nascita. Lo yoga insegna che la longevità dipende dalla velocità con cui respiriamo. Così come riduciamo la velocità del respiro, possiamo incrementare la lunghezza delle nostre vite. Il pranayama ha effetto sia sul corpo sia sulla mente ed è un mezzo attraverso cui raggiungere livelli maggiori di conoscenza e consapevolezza.

Gli ultimi quattro rami aiutano ad affinare e disciplinare la mente. Sono il Pratyahara o il controllo dei sensi, il Dharana o concentrazione, il Dhyana o meditazione e contemplazione, e il Samadhi o illuminazione. Un Dharana molto potente è la concezione del mondo completamente privo della nostra presenza. Questo ci ricorda che noi non siamo questo corpo e niente di materiale ha una sostanziale importanza. Il Samadhi è lo stato finale d’illuminazione e armonia con la Consapevolezza Suprema.

Lo yoga è prima di tutto un processo spirituale concepito per aiutare il praticante a raggiungere la conoscenza di sé e il Samadhi. Ciò è radicato nel Sanatan Dharma. Milioni di persone intorno al mondo sono coinvolte nella pratica e nella diffusione dello yoga. Sono state sviluppate molte variazioni degli asana, partendo dalle origini dello yoga Ashtanga. Alcuni esempi includono il Vinyasa, lo Iyengar e il Bikram. Ad ogni modo, l’essenza delle pratiche originarie rimane intatta, perché non sono stati inventati nuovi asana.

Lo yoga è anche una scienza che è stata verificata usando metodi scientifici. Per decenni sono stati condotti molti test sugli effetti che lo yoga ha nel corpo e nella mente. Gli studi mostrano come gli asana, il pranayama e la meditazione in combinazione con la medicina allopatica possono essere un trattamento alternativo per molti problemi legati alla salute. Si sta intraprendendo adesso la ricerca per determinare se lo yoga possa curare e prevenire il cancro. Le scoperte iniziali sono incoraggianti e mostrano come lo yoga migliori i sintomi fisiologici e fisici dei malati di cancro, riducendone lo stress e innalzandone la qualità di vita. Lo yoga è stato anche oggetto di studio per determinarne l’efficacia nel trattamento di problematiche come l’autismo, il disturbo da stress post-traumatico, i disordini d’ansia e le malattie mentali. A livello individuale, lo yoga è un’esperienza empirica, perché il praticante può osservare direttamente i cambiamenti nel proprio corpo e mente, come il risultato di una pratica prolungata.

Un intero mondo di possibilità è accessibile grazie allo yoga e nuove opportunità sono in continua scoperta tutti i giorni. Lo yoga può essere considerato come uno dei mezzi più importanti del XXI secolo per la salute e il benessere – fisico, mentale e spirituale. Chiediamo umilmente che tutti gli insegnanti e i praticanti di yoga trattino questa disciplina come il loro gioiello più prezioso e lo proteggano allo stesso modo.

Biografia

Sadhvi Bhagawati Saraswati, Ph.D, è cresciuta in una famiglia americana di Hollywood, California e si è laureata in Psicologia Clinica all’università di Stanford. Stava completando il suo dottorato di ricerca, quando ha lasciato l’America nel 1996 per andare a vivere a Parmarth Niketan in India, a Rishikesh. Ha vissuto lì per 22 anni, impegnata nel servizio e nella pratica spirituale.

Nel 2000, è stata ufficialmente iniziata nell’ordine di Sanyas (di rinuncia monastica) da sua Santità Swami Chidanand Saraswatiji, uno dei più stimati leader spirituali dell’India e presidente di Parmarth Niketan.

Sadhviji ricopre i ruoli di:

·       Segretaria-Generale della Global Interfaith WASH Alliance, un’organizzazione internazionale interreligiosa che si dedica alla pulizia delle acque, alla raccolta dei rifiuti e all’igiene (WASH).

·       Presidente della Divine Shakti Foundation, una fondazione che gestisce scuole gratuite, programmi di formazione professionale e responsabilizzazione.

·       Direttrice del International Yoga Festival – Rishikeash famoso in tutto il mondo a Parmarth, che è stato nelle copertine di prestigiose pubblicazioni, come il Time Magazine, CNN, il New York Times e altre.

Traduzione in Italiano di Elisa Fattore 

Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice

Studente Yoga e Traduttrice

 

 

Yoga Alliance USA segue il nostro esempio

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Yoga Alliance USA segue l’esempio di Yoga Alliance – International Italia e Yoga Alliance – International Australia, ma sarà sufficiente?

Come il basso livello degli Standard stabiliti da Yoga Alliance USA ha influito  negativamente sullo Yoga a livello globale.

Per anni, Yoga Alliance USA ha clamorosamente fallito nel dare la priorita’ alla qualita’ dei propri  Standard. Lo yoga sta pagando un caro prezzo per questo……..

Yoga Alliance USA si è finalmente resa conto del fatto che i loro standard relativi alla formazione degli insegnanti sono miseramente insufficienti.

Si sono arresi alla pressione in aumento dei loro stessi membri, della comunita’  internazionale di yoga e più significativamente  seguendo l’esempio di Yoga Alliance (International Australia), e di Yoga Alliance (International Italia) due organizzazioni con sedi in Australia e in Inghilterra che hanno intrapreso una battaglia fin dall’inizio, per salvaguardare l’insegnamento dello yoga dalla mediocrità e dall’indifferenza. Come leader mondiali del settore nel promuovere l’importanza di elevati standard, Yoga Alliance International Australia e Yoga Alliance International Italia sono entusiasti di vedere questo cambiamento, ma è sufficientemente adeguato?

L’annuncio di Yoga Alliance USA, a Luglio 2019, di avere rinforzato i loro standard, suona come una misura per fermare il divario e ritardare l’inevitabile conclusione che sono stati loro i terribili responsabili della spirale discendente che gli standard dell’insegnamento dello yoga hanno preso.

Attualmente Yoga Alliance USA richiede solamente due anni di esperienza per un insegnante, per poter aprire una scuola di formazione. Così facendo, hanno reso l’accesso delle scuole estremamente facile. Questo ha permesso a Yoga Alliance USA di iscrivere circa 5.000 scuole e un elevato numero di insegnanti (con entrate ricorrenti per più di 5.000.000$). Mentre da un lato si trattava di una grande strategia d’impresa, dall’altro l’impatto che ha lasciato nello yoga, e il suo “Cammino tradizionale” nel complesso, è stato un disastro oltre ogni limite.

Come in tutte le professioni che si rispettino, l’esperienza è una risorsa molto importante che non può essere comprata o affrettata. Formare buoni insegnanti di yoga richiede tempo, saggezza e conoscenza, e tutto ciò può essere ottenuto solo attraverso l’esperienza. Possiamo chiamare questo il “Cammino tradizionale”.

Allontanandosi dal Cammino Tradizionale, lo yoga è diventato sempre più superficiale; la conoscenza e l’esperienza non sono più una parte essenziale di ciò che occorre per diventare un insegnante di yoga. La strada per la scoperta interiore può essere raggiunta solo attraverso il numero di ore di formazione e la guida di qualcuno che ha acquisito sufficiente esperienza e preparazione, per un tempo significativo. Questo è il motivo per cui le nostre organizzazioni Yoga Alliance (Australia, Italia, International e associate) sono state fondate.

Il 1 Settembre 2017, in collaborazione con lo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) Yoga Alliance – International Italia e’ stata la PRIMA organizzazione Alliance al mondo a stabilire elevati standard  per corsi di formazione in Italia, Europa e nel  resto del mondo, preceduta dalla “sorella” Yoga Alliance – International Australia a Gennaio 2017.

In Italia, abbiamo aumentato il minimo standard internazionale da 200 a 250 PLUS ore, ciò significa che chiunque voglia formare insegnanti tramite scuole e centri iscritti ai nostri Registri e al CSEN deve necessariamente offrire un minimo di 250 o piu’ ore (da qui il PLUS) di corsi di formazione.

Inoltre, tra le novita’ fondamentali del nostro nuovo schema Standard per tutti i programmi di formazione ci sono – Lo svolgimento del 90% delle ore di attivita’ didattiche frontali in sala, cioe’ ore di effettiva frequenza alle lezioni di cui l’80% nella  presenza di insegnanti ERYT (Experienced Registered Yoga Teacher. Per esempio, corsi di 250 ore richiedono 225 ore frontali, corsi di 300 ore richiedono 270 ore frontali ecc. – Per accedere ai corsi di formazione e’ necessario minimo un anno di pratica yoga continua attestata.

Così facendo, eravamo consapevoli  che solo una parte delle scuole avrebbero implementato i nuovi minimi standard 250 PLUS e che cio’avrebbe limitato il numero delle iscrizioni di scuole e insegnanti ai nostri registri. Ma non essendo le nostre associazioni motivate dai profitti, siamo riusciti a concentrare le nostre energie e risorse per elevare gli standard a livello globale per corsi formativi yoga e le migliaia di utenti che investono elevate somme per diventare insegnanti di yoga.

Siamo certamente entusiasti di vedere il nostro duro lavoro ripagato. Una tra le organizzazioni più grandi del mondo ha finalmente ammesso che c’è un problema con il modello che hanno implementato nel 2000.

Mentre lì sono a metà strada, non è comunque ora di festeggiare. Yoga Alliance USA invece di suggerire un minimo standard accettabile, prefersice continuare ad offrire 200 ore, di cui 160 ore in sala e 40 ore online. Questo non si avvicina ancora per niente a ciò che abbiamo stabilito come standard di base nel 2017. È degno di nota che la Yoga Alliance USA sta usando sempre di più l’aggettivo “professionale”. Sembra come un debole tentativo di dare un apparente supporto agli insegnamenti professionali di yoga, senza avere però nessuna sostanza.

E noi crediamo che innalzare gli standard sia solo una piccola parte della battaglia. C’è un urgente bisogno di fare una campagna educativa di massa nel mondo, per parlare delle crisi che lo yoga sta attualmente affrontando. Il nostro team di esperti ha lavorato duramente per mettere insieme i pezzi e fare in modo che ciò accada, abbiamo investito risorse umane e finanziarie in nuovi prodotti e servizi, per aiutare gli insegnanti che raggiungono gli standard più alti a distinguersi dalla massa.

Yoga Alliance® – Italia International ringrazia la Dott.ssa Elisa Fattore Studente Yoga e Traduttrice per la traduzione dell’articolo sopra

Yoga e Sivaismo Tantrico

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Dott. Enrico Casagrande Pedagosita, Maestro Yoga Alliance (Italia/International) ERYT 250 PLUS, Insegnante scolastico

Dott. Enrico Casagrande Pedagosita, Maestro Yoga Alliance ERYT 250 PLUS

Yoga e Sivaismo Tantrico  articolo cortesia  Dott. Enrico Casagrande, Pedagogista e Maestro Yoga  ERYT 250 PLUS

Il contesto

La cornice storica è quella dell’India dell’XI sec. che vede una fase d’armonia tra il buddhismo e l’induismo. Pratiche esoteriche dagli aspetti quasi orrorifici dove spaventose dee che possono manifestare salvifiche potenze a favore del devoto più sincero convivono con sentieri di pace integrale ed ascesi pressoché priva di avvenimenti drammatici. Miti, riti, visioni e pratiche centrate sulla più ferrea logica non paiono causare alcun nocumento le une alle altre. È all’interno di tale orizzonte di senso che trova il terreno più fertile la nascita di una nuova scienza dell’estasi, il Tantra.

Tantra come sistema  

La parola indica il tessuto sul quale si distende l’articolato sistema che porta il praticante a conoscere quelle che dovrebbero essere le inconsce energie in grado di condurlo alla piena realizzazione del proprio potenziale. Egli andrà realizzando in sostanza di essere parte della Coscienza cosmica (Parama Purusa) dalla quale tutto promana. Lo Siva induista, evoluzione del dio vedico Rudra, viene introiettato diviene  Isvara attraverso una ritualità assai articolata composta da: visualizzazioni; ripetizioni di mantra specifici per ogni fase evolutiva del devoto come pure assegnati ad ogni parte del suo corpo inteso come microcosmo con una sua fisiologia mistica puntale; asanas ed esercizi di concentrazione sugli yantra, le geometrie che ineriscono al punto centrale dell’individualità umana che trova corrispondenza con Parama Purusa; kundalini, il serpente divino arrotolato al coccige che proprio la sadana o pratica spirituale lo ridesta fino a salire lungo tutto il corpo del praticante portandolo alla realizzazione del Sé ovvero alla consapevolezza della propria divina natura e dell’illusorietà di maya, la rappresentazione.

Se il fertile terreno culturale che permette la nascita del Tantra è quello testé descritto è comprensibile come una commistione di saperi provenienti da pratiche psico – fisico – spirituali abbiano avuto modo di essere gradualmente integrate e sistematizzate. Evidente in questo senso la presenza della dolce devozione (la bhakti) di origine visnuita ed il rigido ascetismo che consuma l’individuo (tapas) presente sin dalla più antica letteratura vedica possono poter consistere. Il Tantra qui descritto è quello proprio della cultura dell’India induista ma tale eresia trovò modo di diffondersi con forme adattate al contesto pure nell’ambito del buddhismo sebbene non abbia potuto attecchire come avvenuto nel panorama indiano induista.

Quello della ritualistica è un tema documentato da una ricca letteratura, il mito asserisce che i testi svelati dallo stesso Siva siano circa una novantina. La loro trasmissione fu originariamente orale, solo in seguito vennero sistematizzati in opere scritte: questo rende complessa e contraddittoria una precisa datazione. Tra le opere principali va fatta menzione a Tantraloka scritto da Abhinavagupta, presso l’attuale Kashmir tra il X e l’XI secolo, nel quale la vita dell’Universo viene compresa dal mistico attraverso l’esperienza diretta della mancata scissione del corpo individuale dalla creazione che lo circonda.

Siva e Parvati

Il tantrismo vede nell’ideale unione tra Siva e la sua sposa Parvati la conciliazione degli opposti e quindi: maschile e femminile, pensiero ed azione, anima e materia. Tutto ciò porta all’armonia universale alla quale anela il praticante. All’atto pratico l’incontro tra Siva e Parvati trova in una fase iniziale della ritualistica una notevole enfasi sull’unione sessuale da intendersi come azione funzionale alla generazione di fluidi vitali da offrire alle divinità. La cerimonia di tipo sessuale ha lasciato nel tempo lo spazio al culto interiorizzato dove l’unione viene sublimata. Va ricordato come la sessualità nell’ethos induista non abbia connotazioni peccaminose. Numerose sono le testimonianze pittoriche e scultoree che fungono da simbolo della possibilità di trascendere la condizione esistenziale essenzialmente dolorosa dell’uomo pure attraverso una ritualità come quella appena descritta che peraltro trova ancora un certo favore presso centri e relativi maestri anche occidentali. Ciononostante, come visto, il Tantra ha via via assunto un carattere sempre più svincolato dalla dimensione della sessualità per arrivare sino ai giorni nostri in forme che possono ricordare adeguatamente le sue origini.

Il tantrismo odierno: la realtà di Ananda Marga 

Complesso sarebbe raccogliere nella brevità del presente scritto le numerose articolazioni, scuole e sette dove oggigiorno si pratica un Tantra fedele alla tradizione. Prendiamo come apprezzabilmente valida la via indicata dal maestro contemporaneo Shrii Shrii Anandamurti (1921 – 1990), al secolo Prabat Ranjan Sarkar. Nel 1955 Anandamurti fonda Ananda Marga (il sentiero della beatitudine) alla quale pone il duplice obiettivo dell’autorealizzazione del praticante e del servizio all’umanità. Il maestro è persuaso dell’idea che solo attraverso una società equa possano fondarsi le basi per una serena ed efficace pratica del Tantra e, di converso, una tale pratica della disciplina in questione possa essere la via maestra per fondare una società imperniata sull’equità. La via spirituale insegnata da Anandamurti si attiene fedelmente alla tradizione tantrica sistematizzando le pratiche descritte nella prima parte del presente scritto e mettendo un forte accento sulla relazione maestro – allievo. Una pedagogia questa che richiede un lungo e preciso praticantato frutto di uno studio costante dell’allievo monitorato dall’attenta competenza del proprio mentore